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Mutuo: come muoversi oggi tra rialzi e carovita

Mutuo: come muoversi oggi tra rialzi e carovita

In un clima di rincari generalizzato e di inflazione alle stelle, con le quotazioni dell’energia diventate oramai un caso sociale, i mutui non sfuggono agli aumenti.

Lo scorso 8 settembre il Consiglio direttivo europeo ha alzato di 75 punti base i tre tassi di riferimento della Bce sulle operazioni di rifinanziamento principali, di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la Banca Centrale, annunciando ulteriori aumenti dovuti alle pressioni inflazionistiche eccezionalmente forti. Gli esperti prevedono un rialzo dei tassi a ottobre di 75 punti base, a dicembre di 50 punti e a febbraio di 25 punti base.Tradurre questi valori in aumenti del costo dei mutui è complesso, perché il risultato varia evidentemente a seconda delle condizioni del finanziamento, ma si valutano incrementi della rata fino al 40% per chi ha un tasso variabile stipulato nel periodo d’oro dei ribassi.

Accendere un mutuo: prima si decide, meglio è

Le condizioni attuali dei mutui sembrano care se paragonate a quelle di soltanto un anno fa, quando i valori dei tassi erano ai minimi storici. Tuttavia, se si va indietro nel tempo di dieci anni, ci si rende conto che i margini di aumento possono essere veramente alti e i tassi attuali potrebbero in futuro sembrarci convenienti. Ecco perché è utile accelerare la decisione del mutuo e affacciarsi sul mercato con la consapevolezza di quello che ci aspetta nei prossimi mesi.

Le condizioni praticate sui mutui possono cambiare molto da banca a banca, e a seconda del mercato di riferimento: quello online, ad esempio, rimane un canale sicuramente privilegiato per risparmiare in cambio di una gestione smart, specialmente se ci si affida per la ricerca del mutuo alla comparazione di esperti come Segugio.it.

Quanto sono aumentati i tassi

Per farsi un’idea dell’impennata dei tassi sui mutui, ci serviamo delle rilevazioni di Segugio.it nell’ultimo anno: l’IRS a 20 anni è aumentato da gennaio fino a fine settembre da 0,60% all’2,55%, l’Euribor a 3 mesi è invece cresciuto da 0,56% a 1,01% (dati Osservatorio Segugio.it del 30 settembre 2022).

Sempre nello scorso settembre, l’Osservatorio ha rilevato un tasso medio fisso del 3,34% e un tasso medio minimo del 2,03%; il tasso variabile medio ha segnato 1,85%, il minimo registrato è 0,53% (durata mutuo pari a 20 e 30 anni).

Tuttavia, non siamo ancora ai livelli del 2012, quando per contrarre un mutuo fisso di 20 o 30 anni bisognava pagare un tasso fisso del 5,77% o un tasso variabile del 3,62%.

Gli effetti degli aumenti su chi ha un mutuo in corso

Chi ha un mutuo a tasso fisso stipulato a condizioni di favore, può ritenersi fortunato: la rata non cambierà per tutta la durata del mutuo. Diversamente per chi ha scelto il variabile, specie se negli ultimi anni, la tassa è già lievitata e rischia di crescere ancora nel prossimo anno.

La soluzione per far fronte alla maggiore spesa è cercare di ritrattare le condizioni del mutuo con la stessa banca erogante ricorrendo a una rinegoziazione e qualora non si riuscisse, rottamare il mutuo con una surroga a tasso fisso, oppure allungare la durata per alleggerire le rate: la vecchia banca non potrà rifiutarsi di concederla e dovrà farlo anche nei tempi massimi fissati per legge.

L’estrema ratio per chi si trovasse in difficoltà momentanea con il pagamento è ricorrere alla sospensione del mutuo, che molte banche stanno riconsiderando alla luce del momento difficile di molte famiglie.

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