L’ironia amara di Sebastiano Messina su Giarre: «Un comune fortunato, tra rubinetti a secco e ville abbandonate» -
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L’ironia amara di Sebastiano Messina su Giarre: «Un comune fortunato, tra rubinetti a secco e ville abbandonate»

L’ironia amara di Sebastiano Messina su Giarre: «Un comune fortunato, tra rubinetti a secco e ville abbandonate»

Il post del giorno è quello di Sebastiano Messina, un giornalista, inviato speciale del quotidiano la Repubblica, un saggista italiano, un giarrese. Anzi, un illustre giarrese. 

Su Facebook Messina scrive un post tra l’ironia e la cruda realtà. “Giarre è un comune fortunato – scrive -. Perché ha un sindaco, Leo Cantarella, che è l’incarnazione dell’ottimismo, della gioia di vivere, della fiducia nel futuro. Uno che non si arrende davanti a niente. Qualunque cosa accada. Ogni mattina, quando si sveglia, un giarrese non sa se dai rubinetti di casa uscirà l’acqua. Chi ha ottenuto da anni una delle case popolari di via Trieste non sa quando potrà finalmente andarci ad abitare, né se nel frattempo la troverà occupata da un abusivo. Le ville comunali sono quasi tutte abbandonate, chiuse o sprofondate nel degrado. Il cimitero è diventato terra di nessuno: le cappelle comunali sono transennate perché cadono a pezzi, in perenne attesa di un restauro, mentre di notte arrivano i ladri e si portano via le statue di bronzo, da rivendere un tanto al chilo per farle fondere. Ma il sindaco Cantarella sorride, felice e soddisfatto”.

Il post continua descrivendo la realtà giarrese di questi anni. E mentre sui social si leggono, di norma, profluvi di sciocchezze, condite con errori di grammatica e ortografia da scuole elementari, scritte da persone incattivite che spesso si nascondono nell’anonimato, il post di Sebastiano Messina restituisce il piacere di leggere e di restare sui social.

Ma il contenuto del post è la spietata realtà di ciò che Giarre e i giarresi sono diventati, sprofondando in un degrado da cui per uscirne ci vorranno anni, ammesso che si riesca a invertire la rotta. Ma anche questa sindacatura sta passando senza che si percepisca un’aria nuova, servizi migliorati, un paesaggio urbano più ordinato e decoroso. Nulla di tutto ciò.

La scelta che i giarresi hanno davanti è tra lo stare a guardare il Titanic che affonda,  continuare a lamentarsi sui social, sempre incattiviti, nascosti dietro identità fasulle, oppure chiedersi cosa ciascuno può fare per questa città nel proprio lavoro, nella propria associazione, nella propria comunità religiosa, nella propria categoria, nella propria strada. Perchè nessun sindaco super-eroe potrà mai da solo imprimere una svolta.

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