Giarre, a un anno dal voto la politica è in ebollizione: maggioranza fragile e alleanze in movimento -
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Giarre, a un anno dal voto la politica è in ebollizione: maggioranza fragile e alleanze in movimento

Giarre, a un anno dal voto la politica è in ebollizione: maggioranza fragile e alleanze in movimento

A dodici mesi dalle prossime amministrative, la politica giarrese è tutt’altro che ferma. Anzi, è in pieno movimento. Dentro e fuori il Consiglio comunale si moltiplicano segnali di tensione, manovre sotterranee e prove di riposizionamento che raccontano una verità ormai evidente: la stagione amministrativa di Leo Cantarella è entrata nella sua fase più instabile.

Il dato più concreto arriva dall’aula. Da mesi il Consiglio comunale riesce ad aprire i lavori solo in seconda convocazione, con il minimo sindacale di 7 consiglieri. Un segnale chiaro: la maggioranza esiste sulla carta, ma nei fatti è fragilissima e disarticolata.

Fratelli d’Italia: dibattito interno acceso

All’interno della coalizione convivono anime sempre più distanti. In Fratelli d’Italia, rappresentata in giunta da Giuseppe Cavallaro e Leo Patanè, la frattura è evidente.

Cavallaro resta tra i più fedeli al sindaco – tanto da essere stato ribattezzato da Tania Spitaleri “assessore alla tuttologia” – mentre Patanè continua ad attendere la nomina a vicesindaco promessa e mai arrivata. Una attesa che rischia di trasformarsi in resa dei conti, probabilmente dopo le amministrative di maggio.

Il rebus MPA

Altro nodo è quello degli autonomisti. Il gruppo legato all’MPA, con Claudio Raciti in giunta e i consiglieri Camarda, Primavera e Bonaventura (mentre Strazzeri resta all’opposizione), appare tutt’altro che compatto.

L’annunciata costituzione del gruppo non si è mai formalizzata davvero, e nei fatti i numeri a sostegno del sindaco sembrano ridursi. Emblematica la posizione di Santo Primavera, che gioca una partita autonoma: a tratti vicino al sindaco, a tratti critico, seguendo una linea indipendente più regionale che locale.

Lega e area moderata in fibrillazione

Non va meglio nella Lega. L’assessore Antonella Santanoceto appare sempre più isolata, mentre Raffaele Musumeci si muove su più tavoli: ufficialmente sostiene Cantarella, ma nei fatti lavora per costruire un’alternativa o per una propria candidatura.

Defilato Gabriele Di Grazia, sempre più concentrato sull’attività consiliare e su posizioni che lo avvicinano spesso all’opposizione.

Tensioni anche tra i “fedelissimi”

Scricchiola anche l’area più vicina al sindaco. L’accordo di metà mandato che avrebbe dovuto portare Salvo Cavallaro in giunta sembra essersi arenato, con l’assessore Irene Leotta tutt’altro che intenzionata a lasciare il posto.

E non mancano le critiche di Salvo Cantarella, che non ha mai risparmiato osservazioni, neppure nei confronti del cugino sindaco.

Opposizione in cerca di sintesi

Sul fronte opposto, si muove Tania Spitaleri, sempre più protagonista di attacchi frontali all’amministrazione e possibile punto di riferimento per un fronte di centrosinistra. Resta però da chiarire il nodo politico legato alla presenza in giunta di Irene Leotta, espressione dell’area PD-CGIL.

Barbagallo e il cantiere alternativo

Lavora da tempo sotto traccia il presidente del Consiglio Giovanni Barbagallo, in quota Sud Chiama Nord, che ambisce alla costruzione di una coalizione alternativa a Cantarella.

Il grande assente: il sindaco

In questo scenario in continuo movimento, paradossalmente, l’unico che sembra fermo è proprio il sindaco. Mentre attorno a lui si ridefiniscono equilibri, alleanze e strategie, Cantarella appare isolato, stretto tra una maggioranza che non tiene più e un’opposizione sempre più aggressiva.

A un anno dal voto, dunque, la partita è tutt’altro che chiusa. Ma una cosa è certa: la coalizione larga del 2021 oggi è solo un ricordo. E ricostruirla, nelle condizioni attuali, appare un’impresa tutt’altro che semplice.

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