La devastante colata lavica dell’Etna che nel 1928 sommerse quasi interamente il paese di Mascali, nel versante orientale, distruggendone case, strade e campagne, rappresentò un evento eccezionale, unico caso dal XVIII secolo, non solo per gli aspetti vulcanologici, ma anche per le conseguenze sociali, economiche e urbanistiche da esse determinate, in cui la lava ha distrutto un centro abitato dell’Etna.
L’eruzione del 1928 segnò la fine della storia plurisecolare del centro etneo. Durante i 17 giorni di attività, l’ Etna eruttò complessivamente circa cinquanta milioni di metri cubi di lava che coprirono un’area totale di 4,38 chilometri quadrati, producendo danni stimati in 160 milioni di lire dell’epoca.
Libri, documentari e video raccontano da più di 90 anni la storia di Mascali e della colata del 1928 che ancora una volta ritornano protagonisti degli studi e delle ricerche grazie a “Mascali 100 – riconoscimento della colata lavica del 1928”, il progetto che nasce nell’ambito della ricerca di dottorato dell’architetto Graziano Testa, attualmente in corso presso il Dottorato ATESIP dell’Università di Palermo e che si sviluppa grazie alla collaborazione con il corso di Progettazione sulla preesistenza del professor Pellegrino, attivo presso la SDS di Siracusa in Architettura e Patrimonio culturale.
Le due università, nel corso degli anni, hanno consolidato un rapporto con il Comune di Mascali attraverso protocolli d’intesa che hanno reso possibile l’avvio e lo sviluppo di questa iniziativa.
“Al centro del lavoro – spiega l’architetto Testa – vi è il riconoscimento della colata lavica del 1928 come patrimonio attivo e identitario del territorio mascalese. In questa prospettiva si inserisce il ciclo di eventi intitolato “Mascali 100. Ecomuseo della colata lavica del 1928”, pensato per valorizzare il legame profondo tra la comunità locale e il proprio territorio. Un legame costruito nel tempo attraverso iniziative di carattere commemorativo, divulgativo e scientifico: mostre, convegni e pubblicazioni promosse dall’associazione Mascali 1928, insieme ad azioni concrete di cura del paesaggio come la riapertura, la manutenzione e il censimento dei sentieri, portate avanti dall’associazione marEtna”.
L’evento, recentemente svolto in collaborazione con l’associazione di giovani architetti Ex.tra, ha rappresentato un primo momento pubblico di confronto, durante il quale sono stati presentati le bozze progettuali e un grande plastico territoriale elaborati dagli studenti. I lavori hanno individuato alcune aree strategiche su cui sviluppare interventi coerenti con l’idea di ecomuseo: progetti minimi sul paesaggio che, attraverso una lettura attenta del palinsesto territoriale, propongono azioni mirate e puntuali per migliorare la fruibilità e la riconoscibilità degli elementi più significativi della colata lavica.
Parallelamente all’esposizione dei progetti, si è tenuto un seminario scientifico al Museo dei Luoghi e delle Attività marinare di Mascali, inserito tra le attività del Dottorato ATESIP, con la partecipazione degli studi di architettura Grazzini Tonazzini Colombo e il Collettivo Bohob, contribuendo ad arricchire il confronto con un momento di approfondimento accademico. Non sono mancati, inoltre, momenti di convivialità che hanno rafforzato il carattere partecipativo dell’iniziativa: le attività sono state ospitate dalla parrocchia della Chiesa di Sant’Antonino, mentre ulteriori occasioni di incontro si sono svolte presso l’azienda agricola Costa Sovere e Casa Patanè, favorendo un dialogo informale tra studenti, ricercatori e comunità locale.
Il percorso proseguirà con altri due appuntamenti sul territorio: un nuovo momento di confronto con la comunità previsto per il 30 maggio e, infine, la presentazione conclusiva dei progetti fissata per il 16 giugno.
“Un processo partecipato – spiega ancora l’architetto Testa – che mira a costruire, insieme agli abitanti, una visione condivisa del futuro di Mascali, a partire dalla valorizzazione della propria memoria e del proprio paesaggio”.







