Oltre due settimane fa, abbiamo riportato tramite un nostro servizio la seria emergenza ambientale che coinvolge il fiume San Paolo a Francavilla.
Nell’articolo avevamo espresso preoccupazione per la possibilità che una piena del fiume potesse trascinare i rifiuti abbandonati sulle sue sponde, peggiorando così una situazione ambientale già difficile.
Questi timori non erano infondati: la nostra previsione si è purtroppo avverata.
Come era prevedibile, la piena del fiume San Paolo, alimentata dalle acque provenienti dal torrente Zavianni, e sotto l’effetto del ciclone Harry che ha prodotto significative precipitazioni, ha avuto effetti devastanti.
La massa di spazzatura, composta da sacchi di immondizia, materassi, contenitori per la raccolta differenziata, reti, gommapiuma, lattine, vetri, barattoli, innumerevoli bottiglie di plastica e lunghe condutture in gomma, persino decine di tubi al neon, è stata in gran parte trascinata dalla corrente, aumentando la portata dell’inquinamento e la minaccia per la salute pubblica e l’ecosistema fluviale.
In questo modo, la situazione di emergenza ambientale, già critica, si è ulteriormente aggravata, dando conferma alle preoccupazioni manifestate in precedenza e rendendo ancora più urgente l’adozione di interventi risolutivi.
Attualmente il fiume scorre con una forza che non si vedeva da molti anni; tuttavia, la presenza di pattume lungo le sponde rende il paesaggio piuttosto triste.
C’è comunque la possibilità di intervenire: tra i cespugli nel corso d’acqua e sotto la strada adiacente al fiume si trovano ancora molti rifiuti facilmente recuperabili.
Sarebbe una soluzione per contenere un danno ambientale in un’area di rilevante interesse storico, nota per la battaglia di Francavilla del 1719. La zona riveste inoltre un significativo valore geologico e naturalistico, in quanto il corso d’acqua in questo tratto attraversa l’antica “colata lavica dell’Alcantara”, risalente al Paleolitico superiore.
Ma il problema non riguarda soltanto il fiume San Paolo: infatti, a causa delle forti precipitazioni, sono riemersi i rifiuti accumulati negli anni Settanta nell’ex discarica comunale situata sulla sponda del torrente Zavianni, proprio come era già successo nell’autunno del 2018.
L’Organizzazione di Volontariato “Guardia Nazionale Italiana Protezione Civile” di Francavilla ha nuovamente segnalato la situazione, documentando con fotografie il disastro ambientale. “Si deve fare qualcosa, è ora che le autorità ne prendano atto”, dichiara Salvatore Sabato, presidente della locale Protezione civile.
Il ciclone Harry ha investito la Sicilia con violenza, ma nel comune di Francavilla non si sono registrati danni importanti. Pur essendo stata colpita da piogge incessanti e forti raffiche di vento per oltre due giorni, la cittadina dell’Alcantara è rimasta indenne.
Diversa è la situazione nella fascia ionica dell’isola, dove il ciclone mediterraneo ha causato gravi emergenze e molti comuni costieri stanno affrontando serie difficoltà.
Attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’Amministrazione comunale, il sindaco Vincenzo Pulizzi ha espresso, a nome proprio e di tutta la comunità francavillese, solidarietà nei confronti dei colleghi sindaci dei comuni di Giardini Naxos, Taormina, Letojanni, Sant’Alessio, Nizza, Santa Teresa di Riva, Roccalumera, oltre che verso tutte le altre amministrazioni e popolazioni coinvolte in questa difficile emergenza.
Luigi Lo Presti








