Il Consiglio Comunale di Giarre continua a collezionare sedute deserte come fossero trofei. Ieri sera l’ennesimo nulla di fatto: all’appello mancavano i numeri, ancora una volta, per avviare i lavori d’aula.
All’ordine del giorno vi erano importanti atti di indirizzo, ma la fuga dei consiglieri – soprattutto della maggioranza – ha lasciato le sedie vuote e l’istituzione paralizzata.
A questo punto, parlare di “crisi sotterranea” appare fuori luogo. La crisi è conclamata, visibile a occhio nudo, plastica nella sua rappresentazione più evidente: una maggioranza che si sfalda, un consiglio svuotato, una città amministrativamente ferma. Eppure, il sindaco Leo Cantarella continua nella sua linea del silenzio, evitando confronti, riunioni, assunzioni di responsabilità.
La situazione si aggrava ulteriormente se si considera che questa sera è prevista una nuova seduta, e il numero legale necessario scenderà da 9 a 7 consiglieri. Un tentativo tecnico per cercare di far partire almeno formalmente il consiglio, ma pochi credono che si riesca a raggiungere anche il quorum ridotto. L’inerzia, infatti, è ormai sistemica.
I segnali di malessere dentro la maggioranza erano evidenti da settimane: consiglieri che disertano le sedute, altri che preparano strade politiche alternative, alleanze che si sgretolano, promesse non mantenute. In questo scenario, il Sindaco sembra aggrappato a una narrazione che non regge più, fatta di apparizioni a eventi e proclami, mentre Palazzo di Città si svuota del suo ruolo decisionale.
Intanto, atti importanti restano in sospeso, interrogazioni senza risposta, e il clima dentro e fuori l’aula consiliare è carico di tensioni, recriminazioni e incertezza. Una crisi che, ormai, non può più essere ignorata né minimizzata. Se il Sindaco non intende raccogliere il grido d’allarme nemmeno di fronte al collasso dell’organo consiliare, sarà la città a pagarne, ancora una volta, il conto.






