Giarre, potenziamento consultori: consegnata petizione all'on. Burtone Video -
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Giarre, potenziamento consultori: consegnata petizione all’on. Burtone Video

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Una raccolta firme per il potenziamento dell’attività di prevenzione dei consultori è stata consegnata all’on.Giovanni Burtone, componente della Commissione sanità all‘Assemblea regionale siciliana, dalle associazioni Coordinamento delle donne della zona ionico-etnea, insieme alle associazioni Agorà, Articolo1, Cinecircolo L’Agorà, Luogocomune, Fidapa di Giarre e Riposto, Fidapa Porto dell’Etna, Società Giarrese di Storia Patria. All’iniziativa si è avvicinata anche il gruppo giovanile Nuove voci i cui membri hanno firmato il documento singolarmente.

L’on. Burtone, nel corso dell’incontro tenutosi nella sede dell’associazione L’Agorà, ha assunto alcuni impegni.

DOCUMENTO
Consultori e Funzionamento legge 194/78

Il Coordinamento delle Donne della zona ionica di Giarre, le Associazioni Agorà, Articolo1, Cinecircolo L’ Agorà, Società Storia Patria, dal gennaio 2022 esprimono forte preoccupazione sul funzionamento dei Consultori e sull’applicazione del servizio inerente alla legge 194 (legge sull’aborto) nel nostro territorio.

I Consultori familiari in Sicilia sono stati istituiti dalla Legge n.21 del 1978 in attuazione della Legge quadro nazionale n. 405/75, come è noto, dopo lunghe battaglie femminili. La Legge ha rappresentato un punto di svolta nella tutela della salute della donna, salute intesa in tutte le sue declinazioni, con implicazioni psicologiche, familiari e sociali. La nostra legge regionale, inoltre, ha recepito tutte le competenze della Legge 194/78.

Oggi, però, non sono solo le sopracitate associazioni ad esprimere preoccupazione verso l’attuale depotenziamento dei Consultori, a fronte dell’investimento significativo realizzato negli anni ottanta da parte dei comuni e successivamente dall’Usl, Unità Sanitaria locale, Oggi in tutto il nostro Paese si è diffusa una apprensione per i servizi consultoriali e per tutte diritti acquisti dalle donne dal dopoguerra ad oggi.

I Consultori sono fortemente depotenziati perché mancano del personale previsto a tempo pieno personale: una /un ginecologa /o, una/uno psicologa/o, una/un assistente sociale, come pure risentono dell’assegnazione di altri compiti istituzionali. In tutta la Sicilia risulta che i servizi sono in affanno: ovunque mancano di sufficienti figure professionali, e quelle presenti sono impegnate a scavalco su più servizi. Gli operatori da moltissimo tempo non sono adeguatamente formati secondo quanto previsto dalla legge, ma ricevono una formazione generica che non fornisce loro gli strumenti e la necessaria motivazione verso un nuovo approccio.

Sono stati, inoltre affidati ai consultori nuovi compiti con unità di personale sempre più dimezzate. Gli aumenti degliscreening ginecologici e le indagini per gli organismi giudiziari del territorio devono poter essere eseguiti senza ridurre gli spazi per una necessaria prevenzione, soprattutto nelle scuole attraverso l’educazione sessuale che perseguirebbe il fine dell’autodeterminazione delle donne. La legge 194, si ribadisce, è strettamente collegata alla prevenzione demandata ai consultori.

In tal modo l’applicazione della legge sui consultori manca del suo compito primario, quello appunto della prevenzione. Prevenzione che andrebbe effettuata sul territorio e soprattutto nelle scuole tra le giovani e i giovani, visto che la loro maggiore libertà sessuale, rispetto alle precedenti generazioni, non si traduce in consapevolezza dei propri corpi. I pochi operatori che si adoperano per i progetti della prevenzione sono spinti, quasi sempre, dall’ iniziativa personale, influenzati dalla formazione ricevuta molti anni fa, che li orientava sull’originaria funzione dei Consultori, in risposta ai bisogni e alle esigenze delle donne e dei giovani che vivono le loro prime esperienze di affettività sessuale.

I Consultori, dunque, non sono semplici ambulatori, ma luoghi dove è possibile affrontare alcune patologie e, soprattutto, le domande poste dalle e dai giovani sulle loro prime relazioni affettive, ma poste anche dalle coppie eterosessuali e non eterosessuali, e, non per ultimo, poste dalle persone sulle loro possibili inquietudini di identità di genere. A fronte di tante domande l’offerta del servizio consultoriale è insufficiente.

Non solo l’offerta è insufficiente, ma in atto i consultori per questo governo costituiscono un luogo dove controllare la scelta delle donne, che sono considerate incapaci di potere scegliere della loro vita. Secondo l’emendamento, articolo 44-quinquies del Decreto PNRR n. 19 del 2 marzo 2024, convertito in legge il 16 aprile 2024, sarà possibile prossimamente che volontarie e volontari, estranee/ i allo staff sanitario consultoriale, possano essere presenti in queste strutture con il compito di persuadere le donne, durante un momento drammatico della loro vita, che sono sempre dalla parte sbagliata. Dove comincia e dove finisce la privacy? Perché le donne, anche se minorenni, devono interloquire con persone, di cui non è certa e nota la loro professionalità ma che si assegnano il compito di “tutelarle”? Il dubbio che sorge è quello di volere finanziare “volontari “del terzo settore a “sostegno della maternità” con le risorse del PNRR, invece di potenziare i servizi consultoriali secondo la legge del 1975.

Valutando la situazione sopra descritta, il Coordinamento delle Donne ed associazioni sopracitate, nel mese di novembre del 2023 hanno lanciato sul territorio una raccolta di firme da presentare alle competenti istituzioni, alle donne e agli uomini che li rappresentano. Le firme sono state raccolte con facilità perché le donne e gli uomini hanno aderito appena letta la motivazione in testa ai moduli delle firme. Non è stato necessario convincere, perché le persone sono già convinte dell’importanza dei Consultori.

Firmano il presente documento
Coordinamento delle Donne zona ionica
Ass. Articolo 1
Ass. Agorà
Cinecircolo Agorà
Fidapa Giarre- Riposto
Fidapa Porto dell’Etna
Società Giarrese di Storia Patria e Cultura

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