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Giarre, Chiesa del Convento: pubblicato il bando di gara per il restauro

Giarre, Chiesa del Convento:  pubblicato il bando di gara per il restauro

Scaduti ieri i termini per la presentazione delle offerte relative al bando di gara,  pubblicato da Invitalia, per il restauro e la messa in sicurezza della settecentesca chiesa del Convento di via Lisi (interventi per la sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio Fec). Il Fondo Edifici di Culto del ministero dell’Interno, con proprio decreto del 7 giugno scorso, ha stanziato la somma di 1 milione e 100 mila euro.

Come spiega il parroco del Duomo, Antonino Russo che segue da vicino il complesso iter procedurale, “una volta completata la fase di aggiudicazione dei lavori, non resta che attendere l’agognato avvio dei cantieri attesi da lunghi anni”.  Proprio il parroco del Duomo, Russo, per la riapertura dell’edificio di culto si è battuto strenuamente. La chiesa del Convento è chiusa da oltre 50 anni. Il restauro della storica chiesa è stato oggetto di innumerevoli campagne elettorali, tra accorati annunci e impegni disattesi.  Poi, la svolta, dopo le persistenti pressioni esercitate dal parroco del Duomo, Russo, che ha richiesto nuove perizie, varianti e sopralluoghi, nell’intento di concretizzare un finanziamento del Fec attraverso cui, finalmente, restaurare la chiesa, renderla fruibile, riaprendola al culto, dopo lunghi decenni di oblìo. La scorsa estate è giunta l’ufficializzazione del decreto di finanziamento, realizzando il sogno di restituire alla città uno dei propri simboli.

La costruzione della chiesa, attorno alla quale si è poi esteso il primo agglomerato urbano, risale alla fine del 600. Il plesso sacro conserva diverse antiche cripte, all’interno delle quali venivano inumati, imbalsamati e conservati i defunti. La chiesa, nel tempo, è stata teatro di innumerevoli aneddoti. Tra cui un pezzo di storia che lega Giarre con il comune vicentino di Cismon del Grappa. Vicende che risalgono al drammatico periodo della Grande Guerra, quando un centinaio di abitanti del piccolo paese veneto in quella chiesetta trovarono rifugio e ospitalità.

Dopo il periodo bellico la chiesa di via Lisi è stata al centro di un lento ma inesorabile degrado: depredata e vandalizzata a più riprese, nel 1967 è stata poi chiusa al culto. In gran fretta, considerato il ripetersi di furti sacrilegi, paramenti sacri, dipinti, sculture, argenti, sono stati trasferiti nel vicino Duomo, dove si trovano ancora oggi custoditi in comodato d’uso. E presto rientreranno nell’originaria chiesa del Seicento che, oltre a tornare un luogo di culto, potrà essere utilizzata anche come auditorium per eventi culturali di grande prestigio

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