“Commercianti ottusi che tengono in scacco la città”. Un duro atto di accusa e la porta sbattuta in faccia ai vertici provinciali di Confcommercio. Attilio Lo Pò, da 5 anni alla guida a Giarre della locale Confcommercio si toglie uno, due, dieci sassolini dalle scarpe prima di dire addio alla guida dell’associazione.
Un attacco frontale, il suo, alla categoria che – scrive in una lettera aperta – “ha dimostrato di essere aggrappata ad una mentalità vetusta”. Lo Pò, riferendosi poi alla consueta telenovela sull’isola pedonale in corso Italia tuona: “Non si può tenere in scacco una città che – osserva Lo Pò – sta provando a migliorare; non si può pretendere che il centro cittadino sia di proprietà di alcuni commercianti e che siano loro a decidere se la popolazione può o meno passeggiare liberamente nel cuore della città”.
Lo Po’, poi, nel tracciare un bilancio sui cinque anni che lo hanno visto a capo di un direttivo attento alle necessità del comparto, lancia precise accuse a quei commercianti che lo hanno boicottato in ogni occasione. “La situazione dei parcheggi del centro storico – scrive nella lettera aperta indirizzata alla Confcommercio – è il manifesto di una mentalità ottusa.
Basta passeggiare per il corso Italia per vedere che tutti gli stalli, attualmente gratuiti per la sospensione delle strisce blu, sono occupati dalle auto dei commercianti stessi e dei propri collaboratori, non permettendo agli avventori di trovare un parcheggio per visitare le attività commerciali: una sorta di harakiri che, evidentemente, da più piacere di avere i negozi pieni”.





