Diverse zone della città, ancora oggi, nonostante i numerosi interventi realizzati da Comune e Genio civile, evidenziano, in occasione di intense piogge, gli effetti di un diffuso dissesto idrogeologico. Sullo sfondo la cementificazione di strade costruite a ridosso – o peggio ancora sopra – vecchi torrenti come il Macchia. Un caso emblematico rappresentato dalla zona terminale di via Settembrini. Un’area particolarmente critica e che, come conferma il geologo dell’Ufficio tecnico, dott. Silvestro Menza, è stata classificata come zona R3, ovvero rischio medio alto nel Piano di Assetto Idrogeologico.
L’agglomerato urbano è attraversato dal torrente Babbo e il tracciato del corso d’acqua è stato alterato dalla realizzazione di strade e insediamenti abitativi. Negli anni sono stati eseguiti interventi accessori e non strutturali come la realizzazione di nuove caditoie che hanno ridotto il rischio idraulico. In quest’area, si apprende, era stato programmato negli anni scorsi dal Genio civile un intervento strutturale, ovvero l’interramento di uno scatolare di grosse dimensioni, tra corso delle Province e via Settembrini, per convogliare le acque che arrivano da monte. Ma il progetto è rimasto solo un proposito. Chiuso in un cassetto. Un’altra zona fortemente esposta ai pericoli derivanti da una eventuale “bomba d’acqua” è quella di corso Europa (classificata come R2, rischio medio). Qui si snoda il torrente Jungo e l’eventualità di una potenziale esondazione del torrente, è legata alla presenza di materiali ingombranti che ostacolano il deflusso delle acque.
Criticità idrauliche anche a San Giovanni Montebello. Nei mesi scorsi la Prima Commissione Consiliare, competente in materia di protezione civile e viabilità, ha effettuato un sopralluogo nella zona di via Musumeci, riscontrando, in prossimità dell’incrocio tra via Musumeci e il viale Trinacria, una grave situazione di pericolo per la sicurezza stradale dovuta al muro di contenimento dell’asse stradale diroccato, dando origine a smottamenti per eventi atmosferici o altro del terreno stradale verso la proprietà privata adiacente al dislivello. Potenziali situazioni di pericolo anche in via Carini, a nord di San Giovanni Montebello. “Un tratto di 300 metri del torrente Tagliaborse – afferma il geologo Menza – è alla stessa quota della strada lungo la quale ricadono delle abitazioni”.





