Giarre di nuovo senza acqua potabile. Rete idrica colabrodo e comiche giustificazioni -
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Giarre di nuovo senza acqua potabile. Rete idrica colabrodo e comiche giustificazioni

Giarre di nuovo senza acqua potabile. Rete idrica colabrodo e comiche giustificazioni

Una rete idrica colabrodo. Sullo sfondo una evidente disorganizzazione che prescinde dal susseguirsi delle amministrazioni. Gran parte del territorio comunale di Giarre è senza acqua da oltre 3 giorni. La vicenda, cosi come rappresentata dallo stesso ente, attraverso l’URP è tragicomica. Quasi demenziale.

In riferimento ai disservizi idrici in atto si apprende che il disservizio è originato da un nome meglio precisato “guasto negli impianti di un fornitore privato di acqua potabile che alimenta la rete idrica cittadina”. Il Comune fa sapere che “il fornitore esterno sta proseguendo senza sosta i lavori di riparazione al fine di poter risolvere la problematica nel più breve tempo possibile. Nel frattempo il Comune, tentando di correre ai ripari, “ha provveduto ad incrementare la fornitura, ricorrendo ad un’altra ditta privata, al fine di poter ridurre i disagi attuali dei numerosi utenti gjarresi”.

Comunicazioni a puntate che si susseguono e che mostrano carenze organizzative a tutti i livelli e contraddizioni. Nel pieno fine settimana, mentre sui social si moltiplicano le invettive contro l’incapace amministrazione comunale, si apprende che “il sindaco Leo Cantarella, unitamente ai funzionari comunali del servizio idrico, ha incontrato i fornitori di acqua potabile per sollecitare la risoluzione degli inconvenienti che stanno causando notevoli disagi alla cittadinanza. Abbiamo ricevuto ampie rassicurazioni da parte dei nostri fornitori – rende noto il sindaco Cantarella sempre tramite l’Urp – su una risoluzione della problematica già nella giornata di oggi domenica. Continueremo a monitorare la situazione affinché al più presto si possa ripristinare la normale erogazione del servizio idrico”.

Fin qui le comunicazioni ufficiali. Tanta fuffa. Perché alla fine conta il risultato. Nel 2022 intere porzioni del territorio rimangono senza acqua potabile. E da quel che si comprende, in una città di 30 mila abitanti un solo fornitore esterno che ha in crisi il proprio impianto, basta e avanza per paralizzare la città. Non esiste un piano B.

E in tutti questi anni non è stata mai trovata una soluzione per mettere fine a queste criticità che puntualmente si ripropongono. Con straordinaria coincidenza dopo una giornata di maltempo. Tuttavia possiamo ritenerci fortunati dopo che sull’incresciosa vicenda c’è pure chi, seduto sullo scranno più alto, decide di fare luce, avviando un accertamento interno. Per trovare un colpevole. Quasi fosse necessario chiamare anche il Ris. Insomma, siamo alle comiche. Ed è passato solo un anno.

Mario Previtera

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