Seduta flop del Consiglio e l'irritazione del sindaco. La Regione interviene sull'incompatibilità di due consiglieri -
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Seduta flop del Consiglio e l’irritazione del sindaco. La Regione interviene sull’incompatibilità di due consiglieri

Seduta flop del Consiglio e l’irritazione del sindaco. La Regione interviene sull’incompatibilità di due consiglieri

L’attività del Consiglio comunale di Giarre registra una mortificante fase di stallo. Dopo quasi due mesi di inattività, per via delle ferie estive, l’assise consiliare convocata lo scorso martedì, è stata rinviata a data da destinarsi, per mancanza del numero legale dei consiglieri presenti. A disertare la seduta l’opposizione consiliare e diversi consiglieri della maggioranza.

All’ordine del giorno l’attività ispettiva e alcuni punti tecnici in tema di urbanistica. Il sindaco Leo Cantarella non ha nascosto il proprio disappunto sulla convocazione del Consiglio in pieno clima elettorale, offrendo inutilmente alla città l’immagine di un Consiglio che, dopo due mesi di inattività, non riesce neppure ad assicurare i numeri per potere effettuare una regolare seduta, nonostante la città abbia bisogno di risposte in tema di manutenzioni, oltre alla necessità di accelerare le procedure per uscire dal tunnel del dissesto.

Frattanto l’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Pubblica funzione, interviene, ancora una volta, sulla complessa vicenda relativa ai gettoni indebitamente percepiti dai consiglieri comunali, cosi come accertato al termine di una attività ispettiva della Regione. Il dipartimento regionale in una nota indirizzata al sindaco al presidente del Consiglio e al segretario generale, sulla scorta di un esposto presentato dal consigliere Raffaele Musumeci, circa una possibile causa di incompatibilità di due consiglieri comunali, Antonio Camarda e Leo Patanè, sollecita “un chiarimento urgente sulla fondatezza dell’esposto di Musumeci e quali azioni  sono state intraprese al riguardo”.

Il dipartimento regionale sottolinea che, “al fine di potere svolgere l’attività istituzionale di vigilanza, invita sindaco, presidente del consiglio e segretario, ognuno nelle rispettive funzioni, a trasmettere nel termine di 30 giorni, i chiarimenti sulla delicata vicenda”.

L’intervento della Regione trae origine, come dicevamo, da quell’esposto di Musumeci con cui si segnalava che per i consiglieri Patanè e Camarda, “sono trascorsi i termini assegnati per il pagamento delle somme indebitamente percepite, dopo l’azione di recupero avviata dal Comune”, rammentando che “il presidente del Consiglio Giovanni Barbagallo avrebbe dovuto attivare la procedura per la declaratoria dalla carica di consigliere di Patanè e Camarda, in quanto incompatibili”.

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