L’Ufficio tecnico nel mirino dell’associazione Articolo 1. In una nota l’associazione politico culturale osserva che “il servizio tecnico non solo non riesce a garantire l’ordinaria amministrazione, come vediamo per tante vicende dalle buche alla pubblica illuminazione, ma ha già perso alcune importanti opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e rischia di perdere altre opportunità. Ci riferiamo al bando per i progetti di forestazione nelle città metropolitane lanciato dal Ministero per la transizione ecologica (MITE ) che è scaduto lo scorso 30 maggio e al bando per l’efficientamento delle reti idriche scaduto lo scorso 20 maggio.
Il primo bando finanziava progetti di forestazione con messa a dimora di alberi nei comuni delle città metropolitane con l’obiettivo di valorizzare la natura e la biodiversità e di ridurre l’inquinamento atmosferico. Si tratta di un bando strategico per la transizione ecologica e che il comune di Giarre poteva utilizzare per la forestazione di ampi spazi in abbandono in specie per la forestazione delle sponde dei torrenti. Il bando, a regia della città metropolitana, era a costo zero ma il comune di Giarre incredibilmente non ha partecipato a differenza, ad esempio, del comune di Riposto.
Il secondo bando, ancora più importante se vogliamo, a causa dei costi esorbitanti della risorsa idrica per i cittadini giarresi, che vede circa l’80 % della risorsa dispersa, si riferiva al miglioramento della rete idrica per la riduzione delle perdite. Anche in questo caso il progetto è a regia della Città Metropolitana, o meglio dell’Assemblea Territoriale Idrica (ATI ).”
Secondo l’associazione Articolo 1 “la ragione della mancata partecipazione a questo bando risiede nel fatto che il comune di Giarre, insieme agli altri comuni che ne fanno parte, all’interno del consorzio di depurazione, ritiene di poter gestire in proprio il ciclo acqua fognatura e depurazione e, pertanto, ha deciso di non aderire alla Convenzione con l’Assemblea Territoriale Idrica per il gestore unico del servizio idrico integrato. Ma questa scelta, nei fatti impedisce al comune di Giarre, di partecipare al bando visto che la titolarità resta in capo agli Enti di Governo d’Ambito del settore .
Segnaliamo però che il bando ha una seconda finestra con scadenza 31 ottobre e quindi il comune di Giarre, e beninteso anche gli altri comuni del consorzio di depurazione, hanno la possibilità di aderirvi abbandonando la pretesa di gestire in proprio il servizio idrico. Si tratta di una scelta assolutamente decisiva per il futuro del servizio idrico dal momento che il comune di Giarre non ha e non potrebbe avere al di fuori delle risorse del PNRR la possibilità di attivare un investimento economico molto importante come quello necessario per rendere efficiente tutta la rete idrica.
E’ chiaro che il miglioramento della rete idrica con il risparmio della risorsa acqua ed risparmi che ne derivano per i cittadini non può essere sacrificato per la pretesa di continuare a gestire in maniera inefficiente il servizio idrico integrato. Per questo anche su questo punto ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale cambi prospettiva e cerchi di sfruttare al meglio le opportunità del PNRR”.







