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Catania: Istituto Ardizzone Gioeni, storico ospizio-ospedale per ciechi

Catania: Istituto Ardizzone Gioeni, storico ospizio-ospedale per ciechi

Nella parte alta della via Etnea si trova il rinomato “Istituto Ardizzone Gioeni”, fondato e pianificato per iniziativa di Tommaso Ardizzone Gioeni.

Di lui, purtroppo, non si possiedono molte notizie, però si diceva che serbasse nel cuore il grande desiderio di realizzare un ospizio-ospedale per ciechi alle pendici dell’Etna. Sappiamo che nacque il 29 settembre 1803 dall’unione tra il barone Nicolò di San Vito e Isabella Gioeni. Tommaso, per di più, viene ricordato da  tutti come un vero filantropo dal cuore nobile e gentile. Siamo a conoscenza, infatti, che con testamento segreto donò il suo patrimonio per la creazione di questo grande Istituto, ancora oggi attivo e rinomato.

Tutto ebbe inizio nel 1903, anno in cui vennero avviati i lavori per la progettazione dell’edificio. Alcune testimonianze riferiscono che la pianificazione edilizia venne affidata all’ingegnere Filadelfo Fichera e al figlio Francesco. Secondo le volontà  espresse da Tommaso erano assolutamente vietate aggregazioni di altre opere pie, sussidi o rendite che avrebbero potuto reclamare diritti nell’amministrazione della Fondazione.

Difatti, Ardizzone si occupò di mettere in chiaro le regole per la nascita della fondazione, per la nomina dell’esecutore testamentario ed anche della prima fidecommissaria, che venne costituita il 14 aprile del 1894. Di lì a poco Tommaso morì e la fidecommissaria, rispettando i voleri del testatore, fece sì che si procedesse con il riconoscimento della fondazione come “Istituzione di Pubblica assistenza e Beneficenza”.

La struttura, secondo i documenti d’archivio, venne completata nel 1910 e inaugurata nel 1911. Proprio in quell’anno, precisamente il 30 maggio, si tenne la cerimonia inaugurale in presenza del cardinale Giuseppe Francica Nava, dell’allora presidente del Consiglio Giovanni Giolitti e dei due sovrani italiani Vittorio Emanuele III ed Elena di Montenegro.  Per quasi un secolo l’ospizio-ospedale diede supporto e asilo a tutti i non vedenti provenienti dalla Sicilia e da varie regioni del meridione d’Italia.

L’articolo 2 dello Statuto approvato con R.D. il 2 agosto 1912 affermava che il Centro fosse in grado di “accogliere i giovani ciechi di ambo i sessi  e provvedere gratuitamente, secondo i propri mezzi al loro mantenimento, alla loro educazione morale e fisica ed alla istruzione letteraria, musicale ed industriale, nonché ricoverare gratuitamente, mantenere ed educare nella morale i ciechi adulti di ambo i sessi”.

Anche se negli ultimi decenni sono avvenuti dei cambiamenti politici e sociali, gli obiettivi sono rimasti sempre saldi e messi al servizio dei pazienti. Dunque, la metodologia attuale non è altro che il risultato di un nuovo adattamento a statuti e leggi più moderne. Questo comporta l’inclusione di cure e assistenza ma, soprattutto , di una stretta collaborazione con i servizi formativi, scolastici e sanitari del territorio.

Ancora oggi l’Istituto si fa portavoce di un sano programma riabilitativo ed educativo che assicurano a ciascun individuo autonomia e partecipazione sociale.

Livio Grasso

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