Riposto, quando la cucina diventa passione… “#cucinandoconmimmo” -
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Riposto, quando la cucina diventa passione… “#cucinandoconmimmo”

Riposto, quando la cucina diventa passione… “#cucinandoconmimmo”

In una sala gremita da amici, conoscenti e semplici appassionati di cucina, nella splendida cornice di Palazzo Vigo, nel borgo marinaro di Torre Archirafi, è stato presentato il libro “#cucinandoconmimmo tra passione e tradizione”, un volume di ricette, aneddoti e curiosità. Autore d’eccezione il ripostese Domenico Marino, esperto informatico, dirigente di una società di sistemi elettronici, cultore di arte culinaria. La sua passione per la cucina, come lui stesso racconta, nasce sin da quando bambino amava osservare nonna Carmela ai fornelli, specie la domenica, intenta a preparare, per tutta la famiglia, il ragù con i polpettoni.

Ed ecco che, ripercorrendo con la memoria gli anni della sua infanzia e adolescenza, racconta: «Ancora oggi, a volte, mi sembra di sentire gli odori della frittura della carne e del ragù che da bambino sentivo spandersi non solo per tutta la casa, ma anche nei dintorni e quando alle 12,00 ritornavo dal catechismo trovare un panino con il polpettone fritto preparato dalla mia nonna era per me un vero gaudio. La tradizione della buona cucina, intanto, in me cresceva, incentivata com’era anche dalla passione per la cucina di mia mamma Concetta che, come nonna, continua a viziarmi e a coccolarmi con cibi sani e genuini, gustosi e appetitosi, come parmigiana, coniglio in agrodolce, sarde a beccafico, tiramisù e tanto, tanto altro ancora, in sintonia con mio padre Leonardo, anch’egli amante della buona cucina al punto da farne un’arte lavorativa, con la sua gastronomia dove io mi dilettavo, arricchendo le mie conoscenze in materia, acquisendo sempre nuovi segreti di cucina. Gli anni passano – prosegue Marino – e crescendo, attratto dal mondo dell’informatica, nel 1992 decido di intraprendere la strada dell’impresa, mantenendo, tuttavia, nel mio cuore la grande passione per la cucina che, nel 2014, mi spinse a decidere di condividerla, attraverso i social, con altri cultori della cucina come me. Creo, così, il gruppo “#cucinandoconmimmo”. L’idea piace e da subito il numero degli iscritti sale. La recente pandemia e il conseguente lockdown mi danno una mano, permettendomi di dedicare a questa passione il tempo che prima non avevo avuto e condividerla, proficuamente, con la community. La situazione mi affascina, il coinvolgimento degli iscritti supera ogni mia aspettativa, tanto da arrivare a toccare quota 4200 iscritti. Il successo è innegabile. Da qui, la voglia e il desiderio di affidare il patrimonio di arte culinaria che, via via, ero riuscito a raccogliere, ad uno scritto che contenesse la passione, spontanea e disinteressata, di quanti, come me, amavano la cucina».

Il libro, che Domenico Marino dedica all’amico Isidoro Trovato, anch’egli membro del gruppo, scomparso prematuramente, racchiude, oltre alle 140 ricette presentate dall’autore, delle quali 70 donate dai vari iscritti, i versi di Giuseppe Castorina, grande amico di Marino e autore della prefazione, e i racconti della scrittrice Marinella Fiume e della Prof.ssa Pina Cardillo.

«È noto a tutti – spiega Castorina – che “cucina e tavola” rappresentano un efficace mezzo per veicolare storia e cultura. Non a caso si suole ripetere “a tavola si discute meglio”. La buona tavola, unita al piacere dell’ospitalità, rappresenta, infatti, l’ingrediente principale dell’aggregazione. Nelle pagine di questo libro – prosegue Castorina –, Domenico ha cercato di fare emergere quello che la cultura culinaria di questo Paese esprime in forma di tradizioni e radici. Lo ha fatto al meglio, con l’umiltà di chi pone conoscenza e dedizione al passo della comune condivisione. Nelle pagine della pubblicazione, pertanto, non troviamo solo ricette, ma luoghi, storia e origini, avvertendo la sensazione di essere protagonisti, partecipi del passato e del presente, di un viaggio nel tempo senza tempo, dove il tramando dei gusti, il piacere della creazione, spesso affidato al ricordo degli avi, diviene il palcoscenico per ciò che va gelosamente custodito».

Racchiusa in un percorso durato circa un anno e mezzo, la realizzazione del volume è stata apprezzata da tanti estimatori, anche fuori dalla Sicilia. Il libro, infatti, racconta non solo le tradizioni siciliane, ma anche quelle di altre regioni e nazioni.

«Anche il titolo – conclude l’autore – non è stato scelto a caso. Ritengo, infatti, che le tradizioni riusciamo a tramandarle solo con la forza della passione ed io, innamorato dei luoghi in cui vivo, ho scelto di trasmettere molte ricette della tradizione ripostese, come quelle dei “Mastazzola du nonnu Petru” storico pasticcere ripostese».

Affidata alla voce di Pietro Redi, noto regista ripostese, la lettura di alcuni versi, accompagnati del suono melodioso della chitarra di Pietro Copani.

Rosalba Azzarelli

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