Emergenza lapilli, lanciata sul web una petizione sull'assenza del Piano cenere -
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Emergenza lapilli, lanciata sul web una petizione sull’assenza del Piano cenere

Emergenza lapilli, lanciata sul web una petizione sull’assenza del Piano cenere

Emergenza cenere: una petizione digitale indirizzata al presidente della Regione, Musumeci in ordine alla gestione dell’emergenza cenere nei Comuni dell’area jonica è stata lanciata sul web e ripresa dai social.

“I paesi etnei sono ancora sommersi dalla cenere, al terzo episodio piroclastico in poco più di 7 giorni – si legge nella petizione – in una situazione già difficile per la pandemia in corso e dove la lentezza degli interventi ricade su una economia già in forte sofferenza. Eppure sono anni che si parla di un “piano cenere”, ovvero di una pianificazione su come intervenire nella raccolta delle ceneri vulcaniche (lapilli, cenere…) e come provvedere allo smaltimento. Tale situazione comporta un notevole costo non solo per le casse dei comuni coinvolti ma anche per le famiglie che stanno affrontando costi ingenti per la pulizia e lo smaltimento delle ceneri da tetti, balconi etc., oltre a comportare un notevole rischio per la salute dei cittadini”. Nella petizione si chiede alla Regione e alla Protezione civile di intervenire con urgenza ed in maniera rapida ed efficace in questi casi, non programmabili nel tempo ma non imprevedibili.

Che si possa gestire e smaltire il materiale piroclastico come un rifiuto inerte non inquinante, di semplice smaltimento, in quanto diversi studi effettuati negli anni, hanno dimostrato che risulta essere un rifiuto “non pericoloso”, ma che anzi sembra potrebbe essere riutilizzato per usi edili. E ancora: un riscontro rapido, una normativa Regionale chiara e un “piano cenere” unico che possa scongiurare le continue “emergenze” degli ultimi 20 anni, costate ogni volta fior di quattrini delle casse pubbliche per costi di smaltimento spesso esagerati e per interventi male organizzati. Che i Comuni del territorio Ionico etneo, sempre più interessati negli ultimi anni dai fenomeni parossistici dell’Etna, si dotino di un fondo in apposito capitolo di bilancio da impinguare anno per anno in modo da avere le prime risorse economiche necessarie per affrontare l’emergenza.

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