Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Carmelo Caltabiano, coordinatore comunale di Azione a Giarre, a commento all’articolo pubblicato sul Gazzettinonline in data 11 marzo scorso al titolo “Emergenza cenere nei Comuni del Giarrese: la ricetta di Fratelli d’Italia”.
“Nell’articolo in questione il coordinatore Provinciale del Partito Fratelli d’Italia dispensa ricette per affrontare (quasi risolvere) il problema tutto etneo della cenere vulcanica.
Tra le cose che vengono proposte se ne propone una che mi pare essere fuori da ogni logica di efficienza e cioè lo “stanziamento di un finanziamento straordinario in favore della Città Metropolitana di Catania o di consorzi di Comuni già in essere per la gestione di altri servizi (es. Consorzio depurazione liquami con sede in Mascali), per l’acquisto di un parco mezzi idoneo a rispondere con immediatezza ai ricorrenti fenomeni di caduta di cenere vulcanica”.
Ammesso che ciò avvenisse davvero (spero vivamente di no) vorrei vedere la tempestività di avvio di operazioni di spazzamento e rimozione della cenere.
Purtroppo ormai si assiste quotidianamente alla parata delle parole a vanvera su ogni argomento che presuppone invece un minimo di conoscenza tecnica e/o scientifica, e inseguendo gli eventi del giorno, sempre a cavalcare la cresta dell’onda della cronaca; un giorno tutti virologi e contemporaneamente infettivologi, poi rapidamente economisti, per poi improvvisamente super esperti in rimozione di cenere vulcanica con specializzazione in vulcanologia, non disdegnando l’ingegneria.
Il tema della cenere vulcanica, non è un tema di dibattito pseudopolitico, è un tema di tavolo tecnico a cui devono partecipare tecnici di comprovata esperienza e decisori politici! I Comuni da soli non possono affrontare adeguatamente questa emergenza, la Protezione Civile può e deve farlo, ovviamente adeguatamente supportata da risorse economiche.
Il piano cenere più volte invocato non può essere elaborato in autonomia dal singolo Comune, ma va elaborato dalla Protezione civile coinvolgendo i Comuni al fine di individuare procedure, prezzi, modalità di raccolta e conferimento. I Comuni certamente devono fare la propria parte, ma non possono affrontare economicamente il problema e, aggiungo, non hanno a disposizione nemmeno gli strumenti normativi per affrontare il tema, non si può procedere sempre in emanazione di provvedimenti di somma urgenza senza una quantificazione economica di base e senza una adeguata copertura finanziaria, perché poi a farne le spese sono in un primo momento gli operatori economici che hanno svolto il lavoro duro, e successivamente i bilanci comunali che rimarranno impegnati per anni a riconosce e pagare debiti fuori bilancio.
Oggi prima di lanciare proposte di ristori economici alle popolazione colpite bisogna finanziare ed incaricare la Protezione civile in coordinamento con i Comuni di gestire l’emergenza senza dimenticarsi di raccogliere i dati durante l’emergenza che potranno (dovranno) essere usati per redigere piani Cenere vulcanica al fine di affrontare con tempestività e efficienza gli eventi che ci riserverà certamente il futuro”.
Carmelo Caltabiano coordinatore comunale di Azione





