Mercoledi scorso nella sala consiliare del Comune di Zafferana i cinque comitati dei terremotati del sisma di Santo Stefano 2018 (Pennisi, Zafferana, Aci Sant’Antonio, Piano d’Api e Aciplatani) con i rispettivi direttivi si sono incontrati con la struttura commissariale, che gestisce le fasi della ricostruzione post sisma, guidata dal dott. Scalia.
Durante la riunione sono state affrontate le varie problematiche legate alle attività post sisma e soprattutto ci si è soffermati su quelle che sono state le stime effettuate per valorizzare i danni complessivi del terremoto. Le stime evidenziano che le somme stanziate dal governo per la gestione del sisma, cioè 236 milioni spalmati in cinque anni, non basteranno a coprire i danni complessivi da esso prodotti.
“A dire il vero – commentano i rappresentanti dei comitati – di questa insufficienza di fondi ne eravamo coscienti già dal momento dello stanziamento, durante il quale furono tagliati i 350 milioni previsti per coprire il danno complessivo a fronte di una stima iniziale effettuata dalla protezione civile. Ma la cosa che ci ha colpito, direi inaspettata, è stata la stima prodotta dalla struttura commissariale, basata su dati “scientifici” che è stata comunicata ai comitati. Infatti, secondo questo studio, per completare tutta la ricostruzione servirebbe un ulteriore finanziamento di ben quattrocento milioni. Tutto ciò non fa altro che aumentare le difficoltà nella gestione della ricostruzione perché l’assenza di fondi chiaramente produrrebbe la mancata copertura finanziaria di buona parte della fase ricostruttiva, quindi un campanello d’allarme che suona per i comitati e per i terremotati da essi rappresentati. Questo grave disavanzo alimenta inoltre forti motivi di preoccupazione fra la gente. Per cui i comitati invitano la popolazione terremotata a sostenerli nelle varie attività dedite a pressare le istituzioni, in particolare sui i nostri parlamentari, affinché si trovi un canale di comunicazione con il governo nazionale e far presente le nostre difficoltà dimostrando con fermezza la volontà di rientrare nel miglior modo possibile e prima possibile nelle nostre case”.
Il Coordinamento dei comitati si farà da portavoce con i parlamentari nazionali affinché venga rifinanziata la quota mancante per il completamento della ricostruzione e non esclude di portare in piazza tutti i terremotati di Santo Stefano per dimostrare i propri malumori qualora non ci siano date rassicurazioni in merito.






