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Leonardo Sciascia e le ragioni delle donne

Leonardo Sciascia e le ragioni delle donne

Nell’anno 2000, da un mio personale percorso non accademico, ho riletto Sciascia con un’attenzione alle donne immaginarie o storicamente reali della sua scrittura. Grazie all’invito dell’allora presidente Sara Mondello, ne parlai all’Università Delle Tre Età di Giarre nell’incontro che tenni in occasione dell’8 marzo.

Oggi, a trent’anni dalla morte dello scrittore desidero evidenziare la sua attenzione sulla violenza sui corpi delle donne. La letteratura dello scrittore è  impegnata a contraddire ogni forma di potere nominabile, che si traduce in violenza economica, sociale, politica e giuridica, e di quello non nominabile. Nel 1957 scriveva già della discriminazione/violenza che le donne sperimentavano nelle famiglie più povere. I figli rappresentavano speranza e braccia per il lavoro, le figlie solo una bocca in più da sfamare.

Drammatiche le sue parole del racconto/reportage “Cronache Scolastiche” della  raccolta “Le Parrocchie di Regalpetra”: “Più penoso è guardare le bambine, in attesa davanti l’altro padiglione. Alcune portano ancora la vesticciuola dell’estate, le maniche corte; e tremano di freddo, hanno gli occhi di animali che indecifrabilmente soffrono. Delle femmine cominciano a preoccuparsi quando sarà necessario attirare in casa qualcuno che le porta via, che le sposi”.

Nel 1966 lo scrittore scrive un articolo sul quotidiano “L’Ora” di Palermo sulla nota vicenda di Franca Viola che, rapita e violentata, non accettò il matrimonio riparatore. Sciascia rilevò, durante la celebrazione del processo, che lo Stato era correo nel legittimare il matrimonio riparatore al posto della pena, e la stessa solidarietà del Paese manifestata a Franca non dovrebbe manifestarsi in forme eccezionali e clamorose, ma dovrebbe essere il contesto stesso, semplice e ovvio, della vita  sociale.

Solo molti anni dopo e grazie anche al costante impegno dei  movimenti femminili, nel 1981 e nel 1996 furono approvate, rispettivamente, le norme sull’abolizione delle nozze riparatrici e sulla violenza sessuale.

Chi si ricorda che la legge abolita considerava la violenza una offesa alla morale e non alla donna? Nel 1967, Sciascia, dopo l’articolo sulla vicenda di Franca Viola, pubblica il breve racconto La frode: una giovane minorenne avviata alla prostituzione denuncia alle forze dell’ordine un potente  “cliente”,  che non è furibondo per la denuncia ma per la menzogna della ragazza che, indotta dal protettore, aveva dichiarato di avere quattordici anni, invece dei suoi diciassette.

A parte l’ironia sulla frode, è rilevante che una ragazza socialmente fragile degli anni sessanta, a cui lo scrittore dà il nome ed il  cognome di Angela Giuffredi, ha il coraggio di denunziare un potente nominabile dalle estrose fantasie erotiche.

Sciascia con il suo racconto, anche se  non è considerato una delle sue produzioni più significative, immagina e fa immaginare all’Italia, soprattutto agli uomini, che le donne potevano e dovevano denunciare la violenza perpetrata sui loro corpi. E’ significativo che lo scrittore abbia attribuito un nome alla giovane, non sempre i suoi personaggi  ne sono dotati, perché è la speranza del venire fuori dall’ombra e dal silenzio nel chiedere giustizia.

Sul tema ci tornerà fino al 1986 nella sua cronaca “1912 +1”, in cui  scrive che in caso di oltraggio alle donne, dal popolo della piazza agli imbastitori dei processi nelle aule giudiziarie, tutti evocano il mito di Lucrezia romana, che si uccise dopo essere stata oltraggiata da Sesto Tarquinio, forse il mito più maschilista che mai sia stato inventato.

Lo scrittore, nonostante questa responsabilità della cultura discriminatoria e maschilista nei confronto delle donne, nel 1974 sulle pagine dei periodici e quotidiani  intrattenne un duro dibattito con le femministe. Non è questa l’occasione di approfondirlo, ma di  rilevare che nonostante il difficile rapporto tra lo scrittore ed il femminismo italiano degli anni settanta, entrambi si rifacevano  alle ragioni delle donne.

Nunziatina Spatafora

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