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Francavilla di Sicilia e la sua Battaglia al centro del dibattito culturale europeo

Francavilla di Sicilia e la sua Battaglia al centro del dibattito culturale europeo

Prestigiosi docenti universitari e studiosi di varia nazionalità hanno relazionato per due giorni, a Palazzo Cagnone, sul cruentissimo combattimento di trecento anni fa tra le truppe spagnole e quelle austriache, sfidatesi nel Comune dell’Alcantara per accaparrarsi il dominio del Mediterraneo. Estremamente soddisfatti gli organizzatori dell’evento, che ha definitivamente sancito la rilevanza storica di quanto accaduto in un lembo di territorio considerato periferico e marginale

Come ogni grande evento che si rispetti, anche il convegno sul tricentenario dell’epica Battaglia di Francavilla del 1719, tenutosi nel Comune dell’Alcantara nell’appena trascorso fine settimana, ha avuto inizio con un “effetto speciale”. In apertura dei lavori, infatti, il sindaco Enzo Pulizzi ha sfoderato un vero e proprio “asso nella manica”, ossia il dipinto originale del luogo del combattimento (contrada Zavianni) con schierate le truppe in campo, opera del pittore olandese del Settecento Orazio Grevenbroeck data in prestito al primo cittadino francavillese da un collezionista privato che ha voluto conservare l’anonimato. Le riproduzioni di tale artistica raffigurazione circolano da tempo (anche su Internet), ma in pochissimi hanno avuto il “privilegio” di venire a contatto col disegno originale. Sabato scorso, in occasione delle giornata inaugurale del convegno internazionale sul tema “Una battaglia europea: Francavilla di Sicilia 1719”, tale esclusiva opportunità l’hanno avuta i numerosi partecipanti all’assise, organizzata a Palazzo Cagnone dall’Amministrazione Comunale della cittadina dell’Alcantara con il coordinamento dell’Università di Messina (rappresentata durante i lavori dal Pro-Rettore Vicario Giovanni Moschella) ed i patrocini della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Società Italiana di Storia Militare.

Il sindaco Enzo Pulizzi mostra il dipinto originale di Orazio Grevenbroeck sulla Battaglia di Francavilla

Il cruento scontro (costato oltre cinquemila vite umane) tra l’esercito spagnolo e quello austriaco consumatosi a Francavilla di Sicilia il 20 giugno del 1719 meritava senz’altro una solenne celebrazione accademica di questo tipo in quanto il suo esito ebbe notevoli ripercussioni sia per la Sicilia (che passò dal dominio ispanico a quello dell’Austria) e sia per i più generali equilibri politici europei. A confermarlo, nel corso della “due giorni” francavillese, sono stati autorevoli docenti universitari e studiosi di tutta Europa (venuti da Austria, Spagna, Germania, Francia, Svizzera, ecc.) con in testa il francese Maurice Aymard, unanimemente considerato il massimo esperto vivente di Storia Moderna il quale, con l’umiltà tipica dei “grandi”, ha dato il suo autorevolissimo contributo ai lavori convegnistici sulla Battaglia di Francavilla, soffermandosi per l’intero fine settimana nel Comune dell’Alcantara per seguire con interesse gli interventi degli altri relatori, parecchi dei quali suoi “discepoli”.

Nel corso dei lavori, a conferma della rilevanza che ebbe il sanguinoso conflitto di contrada Zavianni, si è anche appreso che un giornale straniero dell’epoca titolò addirittura “Francavilla ombelico del mondo” un suo articolo sulla battaglia del 1719.

Estremamente soddisfatti per la riuscita del simposio culturale internazionale si sono dichiarati il sindaco Enzo Pulizzi, i cultori di storia patria e coorganizzatori Gioacchino Silvestro (già vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana) e Gino Savoja ed il prof. Giuseppe Restifo, docente di Storia Moderna all’Università degli Studi di Messina originario di Francavilla, il quale ha coordinato il Comitato Scientifico del convegno.

Da sinistra l’eminente storico francese Maurice Aymard ed il prof. Giuseppe Restifo

«Per due giornate – ha in particolare dichiarato il prof. Restifo – Francavilla di Sicilia è stata meta di autorevolissimi esponenti del mondo accademico internazionale, i quali hanno ribadito ed evidenziato l’importanza di questa battaglia, combattuta tre secoli fa, in un angolo periferico dell’Europa, ma rivelatosi straordinariamente strategico. A parte ciò che già si sapeva, durante i lavori francavillesi abbiamo appreso della rilevanza mediatica cui assurse a quel tempo questo particolare accadimento storico: come hanno riferito alcuni relatori di questo convegno, infatti, i giornali stranieri dell’epoca dedicarono alla Battaglia di Francavilla le loro prime pagine, proprio a sottolineare l’incidenza che ebbe negli equilibri europei lo scontro austro-ispanico di contrada Zavianni. Non mi stancherò comunque mai di ripetere che ciò che si conosce a livello accademico ed universitario va integrato con le ricerche condotte dagli studiosi locali, massimi conoscitori dei rispettivi territori: a Francavilla di Sicilia, in particolare, si mostrano preziose le pubblicazioni date alle stampe negli ultimi anni da Salvatore Ferruccio Puglisi ed Angelo Pirri, contenenti dati ed informazioni utilissimi ai fini di un’esatta ricostruzione storica e che, magari, sfuggono a chi non risiede sui luoghi».

Ed a proposito degli studiosi francavillesi citati dal prof. Giuseppe Restifo, il recentissimo convegno internazionale sul tricentenario della Battaglia di Francavilla ha registrato anche il plauso di Angelo Pirri, unico relatore locale della due giorni di Palazzo Cagnone (Salvatore Ferruccio Puglisi, altro apprezzato autore di pubblicazioni di storia patria, non è potuto intervenire per impegni personali in Veneto, dove risiede).

La cerimonia di scopertura della targa commemorativa

«Quattro anni fa – ha commentato Angelo Pirri – presentai ufficialmente il mio libro “Francavilla nella Storia di Sicilia” proprio il 20 giugno, anniversario della battaglia del 1719, nell’intento di imprimere nella memoria dei miei concittadini questa data che, al di là delle migliaia di lutti che ne sono purtroppo derivati, segna l’avvenimento più importante della lunga storia del nostro paese. Questo prestigioso seminario di studi, magistralmente coordinato dal prof. Restifo, mi riempie dunque di gioia perché vede coronati i miei auspici. Adesso mi auguro soltanto che gli atti di queste due interessantissime giornate vengano raccolti e pubblicati affinché ciò che si è discusso non cada nel dimenticatoio, ma possa essere messo a disposizione della nostra comunità e delle generazioni future».

Ai lavori del convegno internazionale di studi “Una battaglia europea: Francavilla di Sicilia 1719” (“disturbati” solo dai soliti brevi, ma fastidiosi, black-out elettrici che da qualche tempo si verificano con una certa frequenza nel Comune dell’Alcantara, senza risparmiare nemmeno i grandi eventi…) hanno dato il loro apporto la locale Pro Loco, l’associazione “Kore Francavilla”, il corpo bandistico dell’associazione musicale “Vincenzo Bellini”, l’Associazione Nazionale Carabinieri ed i volontari della Croce Rossa Italiana e dell’associazione di protezione civile “Guardia Nazionale”.

Una volta conclusasi la prima sessione di studi di sabato scorso, è stata celebrata una S. Messa in suffragio dei caduti della battaglia del 1719. Subito dopo, a perenne ricordo dello storico avvenimento che, trecento anni fa, ebbe come teatro il territorio di Francavilla di Sicilia, si è svolta la cerimonia di scopertura di una targa commemorativa (nel riquadro sulla foto principale) apposta alla facciata del palazzo municipale di Piazza Annunziata.

Rodolfo Amodeo

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