Riposto, festeggiato San Pio da Pietrelcina “un Uomo fatto preghiera” -
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Riposto, festeggiato San Pio da Pietrelcina “un Uomo fatto preghiera”

Riposto, festeggiato San Pio da Pietrelcina “un Uomo fatto preghiera”

Ha richiamato devoti da diverse parrocchie della Diocesi, nel 132° anniversario della nascita terrena di San Pio da Pietrelcina (1887), la festa organizzata in sua memoria dal gruppo di preghiera della parrocchia S. Maria del Rosario di Torre Archirafi guidato da Pippo Coco. Quattro le giornate previste dal programma, redatto in collaborazione con l’animatrice diocesana Nerina Melita Rapisarda e approvato dell’assistente diocesano don Salvatore Scalia.

Preceduta da un triduo di preparazione, presieduto dal parroco, don Lucio Cannavò, la festa, celebrata sabato 25 maggio nel cortile di Palazzo Vigo. Tre i momenti fondamentali vissuti con grande raccoglimento dai devoti: il sacramento della Riconciliazione, la recita del Santo Rosario meditato e la celebrazione della Santa Messa . Al centro delle meditazioni giornaliere il messaggio di San Pio sa Pietrelcina: “L’amore tutto dimentica, tutto perdona, dà tutto senza riserve”. Affidata a padre Enzo La Porta, assistente regionale dei Gruppi di Preghiera di San Pio, la solenne celebrazione euristica conclusiva, durante la quale, padre Enzo, ha ricordato gli insegnamenti del frate di Pietrelcina. A seguire, dopo una breve processione con il simulacro di San Pio, culminata in Piazza Scarcella, e uno spettacolo pirotecnico, i devoti presenti hanno recitato la preghiera del Santo e, dopo i saluti di padre Scalia, ricevuto la Santa benedizione.

«A Torre Archirafi – spiega l’animatrice diocesana, Nerina Melita Rapisarda – abbiamo vissuto delle giornate davvero intense e pregne di spiritualità che hanno raggiunto l’apice il 25 Maggio, quando Padre Enzo La Porta, Assistente Spirituale Regionale dei nostri Gruppi di Preghiera, con dolcezza, fermezza e autorevolezza ci ha condotti nella Casa di Betania per apprendere da Maria, sorella di Marta, un insegnamento fondamentale per la nostra vita cristiana, ovvero per “Essere” veramente figli spirituali di San Pio, il quale era non tanto un “Uomo che pregava”, ma “un Uomo fatto preghiera”. È necessario pregare perché Dio entra e penetra in noi solo se ci trova pronti a raccogliere e ascoltare la sua Parola, solo se ci sottomettiamo al suo volere anche quando risulta incomprensibile, inaccettabile e assurdo. Padre Enzo – prosegue Nerina Melita –, con toni pacati, ma carichi di zelo ci ha sollecitati a chiedere a Dio un supplemento d’amore per vincere ogni atteggiamento conformista, superficiale, di facciata. Il nostro presente è, infatti, dominato dall’immagine e non dalla sostanza delle cose. Viviamo in un tempo in cui non si riesce più a discernere tra ciò che è bene e ciò che è male, e i Comandamenti sono stati messi da parte».

Rosalba Azzarelli

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