Il sipario dell’Ariston sta per alzarsi e, mai come in questa 76esima edizione, l’incertezza sembra essere la vera protagonista della vigilia. Carlo Conti ha saputo tessere una trama artistica complessa, dove nomi altisonanti della musica leggera si trovano a dover difendere il proprio status dall’assalto di una nuova generazione di talenti estremamente preparati. Questa tensione tra passato e futuro emerge chiaramente analizzando i dati dei principali osservatori. Se vogliamo farci un’idea basta consultare le quote dei vari operatori di settore, dove tra i favoriti per la vittoria di Sanremo 2026 troviamo Serena Brancale, Malika Ayane, Fulminacci e un terzetto molto competitivo composto da Sayf, Tommaso Paradiso e l’inedito duo formato da Fedez e Marco Masini, tutti vicini nelle quote, a dimostrazione di quanto l’equilibrio tra i candidati al podio sia sottile.
I “pesi massimi” della classifica
Dietro il gruppo di testa, la gara vede posizionarsi artisti che hanno fatto della solidità interpretativa la loro forza. Un folto gruppo di nomi esperti occupa la fascia media delle previsioni: Arisa, Ermal Meta o Ditonellapiaga sono più vicini al podio di quanto sembri. Questi artisti rappresentano la “sicurezza” per chi punta su un Festival che non dimentichi le proprie radici melodiche, pur sapendosi rinnovare negli arrangiamenti. Poco più staccato troviamo Eddie Brock, un outsider che ha saputo generare molta curiosità durante i pre-ascolti della stampa specializzata e che potrebbe beneficiare dell’effetto sorpresa durante la serata inaugurale.
La spinta degli outsider e i nomi della tradizione
Se i favoriti godono della luce dei riflettori, è nella zona centrale della classifica che si nascondono le scommesse più audaci. Artisti come Nayt o Tredici Pietro portano all’Ariston sonorità contemporanee che potrebbero scalare rapidamente le gerarchie grazie al sostegno del pubblico più giovane. Scendendo verso quote più alte, troviamo nomi storici come Enrico Nigiotti, Levante e Michele Bravi, seguiti da icone intramontabili della canzone italiana come Patty Pravo e J-Ax. Anche per Raf e Francesco Renga la sfida è quella di ribaltare i pronostici puntando sull’emozione e sull’esperienza.
La variabile della serata finale
Non bisogna dimenticare che la finale di sabato sera è un gioco a sé. Mentre le giurie tecniche e la stampa tendono a premiare la struttura dei brani, il televoto può scatenare un effetto valanga capace di portare sul podio artisti che partivano con quote più elevate. Nomi come Luché o i giovanissimi LDA e Aka 7even vantano fanbase digitali molto attive, capaci di influenzare pesantemente la classifica definitiva. In un’edizione dove la qualità media è considerata una delle più alte degli ultimi anni, il ruolo dell’outsider non è più quello di semplice comparsa, ma di vero e proprio competitor. Sanremo 2026 ci insegnerà che, su quel palco, la scommessa più grande resta sempre la capacità di restare se stessi, sfidando pronostici e algoritmi con la forza di una canzone.











