Sant'Alfio: intitolata una piazza a Giuseppe Cravotta, il maresciallo-operaio modello di rigore morale -
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Sant’Alfio: intitolata una piazza a Giuseppe Cravotta, il maresciallo-operaio modello di rigore morale

Sant’Alfio: intitolata una piazza a Giuseppe Cravotta, il maresciallo-operaio modello di rigore morale

“Largo Giuseppe Cravotta”, così è stata intitolata una piazzetta del Comune di Sant’Alfio che si trova nei pressi della chiesa madre.

L’intitolazione è avvenuto ieri pomeriggio durante una cerimonia cui hanno preso parte il sindaco del comune etneo, Giuseppe Maria Nicotra, insieme a tanti componenti dell’amministrazione comunale, al comandante della stazione dei carabinieri, il luogotenente Antonino Tomarchio, al parroco don Alessandro Di Stefano e a numerosi cittadini. Presenti anche  i figli del maresciallo Cravotta.

Il primo cittadino ha tracciato il profilo del maresciallo Cravotta la cui storia è stata raccontata nel libro “L’eroe di zolfo”, scritto dal figlio Vittorio.

Giuseppe  Cravotta, nato a Villarosa (EN) nel 1901, iniziò a 8 anni a lavorare nelle miniere di zolfo. A 20 anni si arruolò nei carabinieri e, divenuto maresciallo, nel lontano 1945, assunse il comando della stazione dei carabinieri di Sant’Alfio, dove si stabilì con moglie e quattro figli in tenera età.

Mantenne tale ruolo fino al 1951, anno in cui fu messo in congedo anticipatamente per una vicenda nella quale rifiutandosi di scendere a compromesso e non volendo venir meno al suo dovere, fu oggetto di una  pesante ritorsione personale. .

Percepiva una modesta pensione che non gli consentiva di mantenere la numerosa famiglia. Così non esitò a lavorare come operaio per 7 anni nei cantieri che il governo aveva organizzato a Sant’Alfio, proprio nel Comune dove fino a poco tempo prima aveva comandato la stazione dei carabinieri.

La vita di Cravotta è stata segnata da una profonda ingiustizia ma è stato un uomo che ha saputo andare avanti con grande coraggio e dignità.

Amministrazione comunale e Consiglio hanno deliberato per questa intitolazione che, come ha detto il sindaco Nicotra: «Vuole essere da un lato un segno di riconoscenza della comunità santalfiese che ancora lo ricorda per le sue grandi doti umane e di attaccamento al dovere, e dall’altro vuole rappresentare un esempio per le generazioni future, quello di un uomo che volle fare dell’onestà, del rigore morale e dello spirito di abnegazione i valori fondamentali della sua vita».

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