Alcantara: il fiume in secca nel tratto “Piccole Gole”. Emergenza rifiuti lungo il torrente San Paolo a Francavilla -
Catania
16°

Alcantara: il fiume in secca nel tratto “Piccole Gole”. Emergenza rifiuti lungo il torrente San Paolo a Francavilla

Alcantara: il fiume in secca nel tratto “Piccole Gole”. Emergenza rifiuti lungo il torrente San Paolo a Francavilla

Nel tratto denominato “Piccole Gole” del fiume Alcantara, localizzato nelle vicinanze del Ponte San Nicola, così chiamato per la presenza della chiesetta omonima, nel territorio di Castiglione di Sicilia lungo la strada provinciale 7i, persiste lo stato di siccità che, in assenza di precipitazioni significative, può ormai essere considerato una condizione “strutturale”.

Una volta parcheggiata l’auto e raggiunto il letto del fiume, la scena che si presenta ai nostri occhi è di una desolazione profonda: i possenti basalti lavici, originati dalla cosiddetta “colata lavica dell’Alcantara”, verificatasi in età preistorica tra circa 14.000 e 10.000 anni fa, che prima accoglievano le acque dell’Alcantara, oggi appaiono spogli e aridi, silenziosi, privi del prezioso liquido che dava loro vita: il corso d’acqua appare come pietrificato.

Esplorando con cautela l’interno dell’alveo, si vedono chiaramente sulle rocce levigate i segni lasciati dall’acqua, che in alcune zone è diminuita di oltre due metri.

Questo scenario, che si ripete ciclicamente, rappresenta un colpo al cuore per chi conosce il valore storico e naturale di questi luoghi e costituisce un danno reale per l’ecosistema fluviale.

Camminando, a fatica, sulla distesa ghiaiosa e lungo i canyon scavati dall’acqua, si possono scorgere qua e là minuscoli “vulli” o “ulli”, termine francavillese che identifica i laghetti dell’Alcantara, generalmente riferito alle formazioni naturali di considerevoli dimensioni e dalla conformazione circolare o allungata nelle quali è possibile immergersi, mentre quelli osservabili nel fiume asciutto si presentano come piccole raccolte di acqua stagnante.

Ma non è tutto.

A questa criticità se ne aggiunge un’altra, ancora più devastante: l’abbandono di rifiuti, in particolare sacchetti di immondizia visibili sotto le arcate del ponte, una pratica illegale e incivile che rischia di compromettere l’equilibrio naturale e la bellezza del luogo.

Tale contesto sottolinea con forza la necessità di una maggiore attenzione alla tutela del paesaggio e mette in evidenza la profonda fragilità ambientale della zona. “Benvenuti nel Parco Fluviale dell’Alcantara. Qui la natura è protetta”, si legge su un cartello malconcio posizionato vicino al ponte sulla statale 185, ma il fiume continua a soffrire sia per la mancanza d’acqua sia per il degrado causato dall’uomo.

Procedendo verso valle in direzione della costa, nelle vicinanze di Gravà (frazione di Castiglione di Sicilia), il fiume riprende il suo corso: l’acqua ricomincia a fluire grazie all’alimentazione delle falde sotterranee, sebbene in quantità ridotta.

Le “Piccole Gole” e l’intero corso dell’Alcantara costituiscono un autentico patrimonio di valore inestimabile, non solo per gli abitanti del territorio circostante, ma anche per i tanti visitatori e studiosi che, anno dopo anno, scelgono di esplorare e vivere in prima persona la straordinaria unicità di questi luoghi.

Tuttavia, la vera emergenza ecologica non riguarda questa zona, si manifesta altrove, nel territorio di Francavilla di Sicilia, in particolare lungo la strada adiacente al fiume San Paolo, affluente dell’Alcantara, che collega la Sp 5 – nei pressi del campo sportivo – al bivio di contrada Ghiritina, dove si registra una situazione di allarme ambientale che non può essere ignorata.

Basta affacciarsi oltre la ringhiera di protezione per rendersi conto dell’entità del problema: per lunghi tratti, cumuli di rifiuti di ogni genere giacciono abbandonati sull’argine del fiume, nascosti tra le sterpaglie, trasformando la zona in una vera e propria discarica a cielo aperto.

I materiali rinvenuti sono numerosi e vari: sacchi di diverse dimensioni pieni di immondizia, materassi, un mastello per spazzatura differenziata, pannelli e cassette di plastica, reti utilizzate per la raccolta delle olive, rotoli di gommapiuma, lattine, vetri, barattoli di vernice, perfino tre grandi bobine con tubi destinati presumibilmente ad uso irriguo.

Tutti questi fattori contribuiscono a uno scenario di autentico scempio ambientale, aggravato dal fatto che ci si trova in un luogo di rilevanza storica – teatro della celebre battaglia di Francavilla del 1719 – e anche di interesse naturalistico, poiché anche qui il corso d’acqua attraversa l’antica “colata lavica dell’Alcantara”.

La presenza di tali rifiuti rappresenta un pericolo non solo per il paesaggio e la salute pubblica, ma anche per l’habitat fluviale: una piena del fiume potrebbe infatti trascinare a valle tutto il materiale abbandonato, ampliando ulteriormente i danni e l’inquinamento.

La situazione, già critica, continua a peggiorare giorno dopo giorno, mentre pare che nessuno si stia attivando per affrontare e risolvere il problema. L’area rimane così esposta al degrado senza che vengano adottate misure efficaci per la sua salvaguardia.

Diventa perciò fondamentale sensibilizzare sia la comunità locale sia le autorità competenti, per promuovere azioni concrete di bonifica e protezione di quest’area, importante dal punto di vista storico e ambientale.

Luigi Lo Presti

 

Potrebbero interessarti anche