Giarre, il Rendiconto rimane al palo. Stucchevoli pretesti per rinviare la seduta -
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Giarre, il Rendiconto rimane al palo. Stucchevoli pretesti per rinviare la seduta

Giarre, il Rendiconto rimane al palo. Stucchevoli pretesti per rinviare la seduta

Il Rendiconto 2017 al palo. Sullo sfondo il teatrino della politica. Più precisamente dei consiglieri che sostengono il sindaco che, pretestuosamente, hanno deciso di rinviare di una settimana il voto dell’atto finanziario. Adducendo una motivazione ridicola: il mancato gradimento della relazione dei revisori.

La seduta è stata caratterizzata da non pochi momenti di tensione. Preliminarmente il presidente della Commissione Bilancio e Finanze, Giannunzio Musumeci, commentando la relazione del Collegio dei revisori ha ribadito “forti perplessità in ragione di valide e pesanti criticità mosse dall’organo di garanzia sul rendiconto 2017 rilevando che i pagamenti e le riscossioni sia in conto competenza che in conto residui coincidono con le scritture contabili del tesoriere, mentre è stato verificato ed accertato che il saldo della cassa vincolata al 31.12.2017 non impatta con le movimentazioni intercorse tra l’Ente e il Tesoriere; quindi, non vi è concordanza tra le scritture contabili dell’Ente e quelle della Tesoreria”.

La seduta consiliare si è poi surriscaldata oltremodo quando i consiglieri Giusi Savoca, Maurizio Arena e Giannunzio Musumeci hanno posto una raffica di quesiti al presidente dei Revisori Giovanni Meli, contestando alcune contraddizioni. Anche dai banchi dell’ex maggioranza che sostiene il sindaco sono state ravvisate incongruenze nelle valutazioni espresse dai revisori che alla fine, paradossalmente, a giudicare dai toni, sono stati accusati di avere remato contro l’Amministrazione, dimenticando il loro ruolo di garanzia e di vigilanza.

Taluni consiglieri, in questo quadro (più di tutti Armando Castorina), hanno denotato una palese ignoranza della gestione amministrativa. Scambiando le regole del Consiglio con il Manuale delle Giovani Marmotte. Poi, prima del potenziale voto, è andata in scena una delle più squallide e grottesche pagine della politica giarrese. I consiglieri vicini al sindaco hanno deciso di rinunciare al voto per incomprensibili motivazioni, tra cui, quella più bizzarra, di chiedere ai revisori la stesura di una nuova relazione.

Fantapolitica mista ad eresia e condita da latente inadeguatezza. Clamorosamente il consigliere Di Prima, in piena crisi mistica, ha abbandonato l’aula consiliare lasciando di stucco – mica tanto – il sindaco D’Anna (a giudicare dal contorcimento dei muscoli del volto, sembrava quasi compiaciuto) generando un clima surreale.

Alla fine seduta rinviata al 23 aprile con buona pace di chi si ostina a non ammettere che a Giarre la politica – scadente – è finita da tempo.

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