Randazzo maglia nera degli “impresentabili”: tre candidati sindaco segnalati dalla Commissione parlamentare Antimafia -
Catania
16°

Randazzo maglia nera degli “impresentabili”: tre candidati sindaco segnalati dalla Commissione parlamentare Antimafia

Randazzo maglia nera degli “impresentabili”: tre candidati sindaco segnalati dalla Commissione parlamentare Antimafia

A pochi giorni dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, il caso di Randazzo, si impone al centro dell’attenzione politica nazionale dopo la pubblicazione dell’elenco dei candidati ritenuti “impresentabili” dalla Commissione parlamentare antimafia.

Sono 28, complessivamente, i candidati censurati dalla Commissione per violazioni del codice di autoregolamentazione dei partiti.
Un giudizio che, pur non incidendo automaticamente sulla candidabilità giuridica dei soggetti coinvolti, rappresenta un marchio politico e morale di enorme peso, poiché pronunciato dall’organismo parlamentare incaricato di vigilare sui fenomeni mafiosi e sulle infiltrazioni nella vita democratica del Paese.

L’elenco è stato reso noto dalla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, nell’ambito delle verifiche svolte sulle consultazioni amministrative che interesseranno 35 Comuni italiani, compresi diversi enti già sciolti per infiltrazioni mafiose.

Ed è proprio Randazzo, a registrare uno dei dati più allarmanti dell’intero quadro nazionale: tre candidati alla carica di sindaco risultano inclusi nell’elenco degli “impresentabili”. Si tratta di Alfio Pillera, candidato con la lista “Trasparenza e legalità – Freddy Pillera sindaco Randazzo”; Gianluca Giuseppe Anzalone, candidato con la lista “Si muove la città” e Concetta Carla Luisa Foti, candidata con la lista “Responsabilità e futuro”.

A questi si aggiunge anche un aspirante consigliere comunale segnalati nell’ambito delle verifiche della Commissione, circostanza che contribuisce a rendere ancora più pesante il quadro politico cittadino.

Il dato assume una gravità particolare perché riguarda un comune già sciolto nel 2024 per infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Randazzo figura infatti tra gli enti locali commissariati per mafia insieme a Tropea, Melito di Napoli, Quindici e Cerva.

Per questo motivo il ritorno alle urne avrebbe dovuto rappresentare un momento simbolico di ripartenza istituzionale e di ricostruzione del rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione. Invece, la presenza di numerosi candidati attenzionati dalla Commissione Antimafia rischia di riproporre interrogativi profondi sulla qualità della proposta politica e sulla capacità della classe dirigente locale di segnare una reale discontinuità rispetto al passato.

Nel resto d’Italia, gli altri casi più rilevanti riguardano Agrigento, dove compare tra gli “impresentabili” il candidato sindaco Luigi Gentile, sostenuto dalle liste “Democrazia Cristiana”, “Noi Moderati-Partito Popolare Europeo-Sud Chiama Nord”, “Lega-Agrigento” e “Gentile Sindaco-Prima l’Italia”.

A Tropea risultano invece segnalati Giovanni Macrì, candidato sindaco con la lista “Forza Tropea”, e Giuseppe Rodolico, candidato con la lista “Insieme per Tropea”.

Le verifiche della Commissione Antimafia hanno riguardato le consultazioni amministrative in comuni come Messina, Reggio Calabria, Salerno, Venezia, Arezzo, Prato e numerosi altri centri italiani chiamati al voto il 24 e 25 maggio.

Tuttavia, nessun altro comune presenta un numero così elevato di candidati sindaci “impresentabili” come Randazzo. Un primato negativo che pesa inevitabilmente sul clima politico cittadino e che trasforma queste elezioni in un banco di prova decisivo non soltanto sotto il profilo amministrativo, ma anche sul piano etico e della credibilità istituzionale.

Potrebbero interessarti anche