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Giarre, le pretestuose dimissioni in Prima Commissione di due consiglieri

Giarre, le pretestuose dimissioni in Prima Commissione di due consiglieri

In molti hanno compreso il giochetto: rimescolare le carte in Commisione e tagliare la testa a qualche presidente.  In Prima Commissione questa mattina si sono materializzate le dimissioni di due componenti iperattivi, Patrizia Caltabiano – della quale in pochi conoscono il tono della voce, al netto del periodo in cui ha sostituito il presidente Francesco Longo – e Orazio Maccarrone, più orientato ad organizzare manifestazioni canore a Miscarello.

Entrambi in una nota trasmessa al presidente del Consiglio hanno motivato la decisione di lasciare la commissione,  in aperto dissenso contro la gestione del presidente Maurizio Arena.

“Dal momento in cui si è insediato Arena – si legge nella nota – la Commissione non ha prodotto alcun atto concreto e si è di fatto assistito ad una sequela di rinvii principalmente dovuti all’assenza del presidente Arena, nonché alla reiterazione di un ordine del giorno privo di un serio avviamento della programmazione  in esso inserita e prevista; non si riesce ad andare oltre la routinaria approvazione dei verbali afferenti alle sedute precedenti, non sempre adeguatamente compilati a fronte dell’assenza di contenuti. Ciò – prosegue la nota – ha inesorabilmente neutralizzato la fattività dell’operato della commissione, paralizzandone la proficuità di intervento a vantaggio  della città. Unitamente alla frustrazione personale derivante dal non sentirsi operativi concretamente, alla consapevolezza del tempo perduto invano, non si può più tollerare il conseguente abnorme sperpero di denaro pubblico che deriva da questo susseguirsi di convocazioni”.

Fin qui la nota congiunta dei consiglieri Caltabiano e Maccarrone dalla quale si desume un livore che supera ogni limite sfociando nella plateale accusa nei confronti di Arena la cui inettitudine procura uno sperpero di denaro pubblico.

Accuse pesantissime che potrebbero configurare il reato di diffamazione. Su fronte politico le dimissioni dei due consiglieri determinano l’inevitabile ricomposizione delle commissioni. Ed è qui che potrebbe scattare la legge della ghigliottina.

L’occasione è troppo ghiotta per non rivedere le presidenze di altre commissioni, penalizzando chi magari con prese di posizione nette ha indirettamente procurato un danno all’esecutivo comunale.

Ci apprestiamo dunque ad assistere ad una nuova “altissima” fase politica comunale, nell’ambito della quale non mancheranno altri colpi di scena. Invero patetici colpi di scena. Sullo sfondo la città inadeguatamente governata da una amministrazione politicamente ibrida e, soprattutto,  priva di autorevolezza.

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