Catania

Francavilla di Sicilia: tutt’altro che “elementare” il caso “scuola elementare”

Francavilla di Sicilia: tutt’altro che “elementare” il caso “scuola elementare”

Nel Comune dell’Alcantara sembra essere entrati in un tunnel senza via d’uscita. Il “Piano B” messo a punto dal sindaco Pulizzi per trasferire nell’edificio delle Medie gli alunni del plesso di Via Napoli, ritenuto a rischio sismico, non trova affatto d’accordo la dirigente scolastica Mancuso. Ed intanto c’è l’esigenza di garantire il diritto allo studio

A Francavilla di Sicilia impazzano le polemiche sull’improvvisa chiusura del plesso della scuola elementare di Via Napoli disposta nei giorni scorsi dal sindaco Enzo Pulizzi sulla scorta della relazione tecnica di uno studio ingegneristico che ravvisava l’inadeguatezza dell’edificio in questione ai parametri richiesti dalla vigente normativa antisismica.

Ieri pomeriggio il primo cittadino francavillese ha convocato nel suo ufficio in municipio un’apposita riunione informativa, inizialmente destinata ai genitori rappresentanti di classe, ma poi apertasi ad altri cittadini e ad alcuni consiglieri comunali di minoranza, «dai quali – ha dichiarato il sindaco Pulizzi con riferimento a questi ultimi – ci saremmo aspettati uno spirito collaborativo, ma così purtroppo non è stato.

«Desidero intanto chiarire che nell’ottobre del 2017, ossia pochi mesi dopo il nostro insediamento alla guida del Comune di Francavilla, abbiamo commissionato a dei professionisti uno studio di fattibilità, poi sfociato in un progetto definitivo, per l’adeguamento sismico delle scuole elementari di Via Napoli. Con questo progetto abbiamo partecipato a diverse piattaforme di finanziamento, purtroppo però con esito negativo. Ma non perdiamo le speranze in quanto di bandi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici ne vengono pubblicati sempre di nuovi e con una certa frequenza.

«Sta di fatto che tra il 29 ed il 30 gennaio scorsi al nostro Ufficio Tecnico Comunale perviene la relazione dello studio ingegneristico incaricato che attesta la non rispondenza dell’immobile di Via Napoli ai parametri sismici richiesti dalla legge (probabilmente, dunque, sino ad oggi siamo stati assistiti dalla… provvidenza!). Alle ore 22,30 del 31 gennaio, pertanto, non appena conclusisi i lavori del Consiglio Comunale che era stato convocato per quella data il sottoscritto emette l’ordinanza di chiusura della scuola, ed il giorno dopo mi reco dal Prefetto per informarlo della situazione.

«Immediatamente, inoltre, approntiamo un “Piano B” per garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi, individuando dieci aule della scuola media di Piazza Pirandello in cui trasferire le scolaresche delle elementari».

Tale soluzione alternativa, però, non convince affatto Angela Mancuso, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo francavillese, la quale ha ufficialmente manifestato le proprie perplessità al riguardo al sindaco Pulizzi, al Prefetto ed ai vari organi preposti.

Le dieci aule della scuola media teoricamente “requisite” dall’Amministrazione Comunale ospitano infatti vari laboratori didattici (di informatica, scienze, musica, ecc.), riguardanti anche materie d’esame, oltre che la refezione scolastica, ossia dei servizi che, secondo la dirigente Mancuso, non possono essere affatto sacrificati o ridimensionati per far posto alle classi elementari.

In merito poi al trasferimento degli uffici amministrativi dell’Istituto Comprensivo, che l’Amministrazione Comunale intenderebbe provvisoriamente ospitare nei locali municipali o dell’ex Opera Pia di Via Visconte Ruffo, la dirigente scolastica ha chiesto le dovute garanzie, a cominciare dall’idoneità statica di tali immobili.

La situazione, dunque, continua ad essere estremamente convulsa, al punto da far dire a qualcuno che questo “caso scuola elementare” è tutt’altro che… elementare, ma è invece la principale “grana” che l’Amministrazione Comunale del sindaco Enzo Pulizzi si sta ritrovando sulla propria strada dal suo insediamento di un anno e mezzo fa.

Tutto è cominciato qualche giorno prima della recente ordinanza di chiusura del plesso scolastico di Via Napoli, ossia quando il capogruppo consiliare di minoranza nonché ex sindaco Lino Monea “sfidò” pubblicamente il suo successore ed avversario a prendere tale provvedimento, alla luce del fatto che Pulizzi, nell’intento di sminuire gli interventi in favore delle scuole francavillesi posti in essere nel precedente quinquennio amministrativo dal suo precedessore, andava spesso dicendo che l’immobile di Via Napoli avrebbe necessitato di ben altro essendo a rischio sismico.

Per le prossime ore, intanto, sono attese le considerazioni che sulla spinosa questione intende affidare alla stampa, e quindi all’opinione pubblica, il gruppo consiliare d’opposizione “Scriviamo Insieme il Futuro”, i cui antagonisti del gruppo di maggioranza “La Svolta” hanno in questi giorni “riesumato” sui social il video di un comizio delle scorse elezioni amministrative francavillesi durante il quale il sindaco uscente Monea affermava di aver lasciato alla comunità locale delle scuole assolutamente sicure. Ma in fondo, se può essere consolatorio, ad un terremoto naturale è comunque sempre preferibile un terremoto… politico.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: il sindaco Enzo Pulizzi e la dirigente scolastica Angela Mancuso

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