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Giarre, successo per la Sagra delle ciliegie e delle rose

Giarre, successo per la Sagra delle ciliegie e delle rose

Una piazza liberata dalle auto, piena di persone che assistono ad una manifestazione che ha fatto la storia di Macchia. Solo per questo la Sagra delle ciliegie e delle rose può essere considerata un successo, malgrado il meteo dispettoso.

Come non parlare dei carretti siciliani che hanno sfilato per le vie di Macchia, dei gruppi folkloristici giunti da varie parti della Sicilia, dei concerti di due delle più note band musicali che cantano in lingua siciliana “I Beddi” e “Brigantini”; e poi delle ciliegie mastrantonio, andate a ruba? Un successo frutto del lavoro sinergico della fondazione “Mariano Strano”, di Egidio Fichera dell’associazione Vecchia Folk, di Filippo Sciacca dell'”Associazione culturale Macchia” e di tanti altri.

Adesso è l’ora di guardare al futuro e rendere questa sagra un appuntamento fisso e Macchia il centro di gravità del folklore, così come avrebbe voluto il fondatore della sagra, Mariano Strano.

«Questa festa è un diritto della frazione di Macchia – dice Giovanni Scandurra, della fondazione “Mariano Strano” – e così come ha detto l’assessore allo spettacolo Patrizia Lionti, ogni frazione di Giarre dovrebbe avere la propria attrazione. Morto Mariano Strano questa sagra è stata organizzata per il guadagno. Noi vogliamo dare risalto alla sagra e al lavoro di Mariano Strano. Per la riuscita dell’evento è stata fondamentale la collaborazione anche di Nino Lazzaro e di Orazio Maccarrone».

Durante la manifestazione è stata effettuata anche una raccolta fondi per creare un campetto di calcio per i giovani che frequentano la parrocchia di Macchia, un progetto che quindi andrà avanti dopo questi giorni di festa.

Certo, non c’erano le folle oceaniche degli anni ’50, l’incostanza nel corso degli anni di questa manifestazione ha disabituato il pubblico. Ma come una ciliegia tira l’altra adesso non potranno mancare future edizioni.

A proposito di ciliegie: «Gli espositori sono soddisfatti – aggiunge Giovanni Scandurra – le ciliegie esposte erano fresche, a mano a mano che venivano vendute tutte gli espositori andavano a raccoglierle. E questo era possibile solo perché il prodotto è del luogo. Una volta anche le rose venivano coltivate a Macchia: adesso sono importate dall’Olanda e le ciliegie sono l’unico prodotto tipico rimasto. L’augurio è che si tornino a coltivare le rose a Macchia». E questa per Macchia sarebbe come una ciliegina sulla torta.

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