Dal 1 gennaio 2018, il Comune di Santa Venerina è fuori dal dissesto finanziario. A distanza di cinque anni dalla delibera di Consiglio comunale n° 9 del 12 marzo 2013 con cui il Comune fu costretto a dichiarare il default a causa di un solo debito con il concessionario a cui era stato affidato il servizio di trattamento delle acque per suo umano, si incomincia a tirare un sospiro di sollievo.
“Da ora – afferma il sindaco Salvatore Greco – possiamo guardare al futuro del nostro Comune con uno stato d’animo diverso che ci consente di programmare la crescita e organizzare azioni dirette a godere del nostro territorio. Sicuramente sarà un futuro migliore di quello che abbiamo dovuto affrontare in questi cinque anni che ci farà guardare agli anni a venire con un’altra prospettiva”.
L’argomento è stato affrontato nel corso di un incontro pubblico con i cittadini voluto dal sindaco, svoltosi sabato scorso nella Casa del Vendemmiatore di via Trieste.
Il primo cittadino, con un dettagliato excursus storico, ha ripercorso tutte le fasi salienti della vicenda che ha portato il Comune a dichiarare lo stato di dissesto finanziario.
Nell’ottobre 2002, qualche giorno dopo il sisma del 29 ottobre, il Comune di Santa Venerina sottoscrisse una convenzione trentennale con la società “Ingegneria & Appalti” per l’affidamento del servizio di trattamento delle acque per uso umano.
Nel 2008, il Comune, resosi conto dell’eccessiva onerosità del contratto, effettuò una rescissione unilaterale del contratto. Sulla questione si aprì un contenzioso che approdò ad un collegio arbitrale presso il Tribunale di Roma che pronunciò un lodo arbitrale che, da un lato, dichiarava risolta la convenzione e, dall’altro, condannava il Comune a pagare alla società Ingegneria & Appalti la somma di € 5.636.583,91 con l’ulteriore vincolo che la società avrebbe trattenuto gli impianti di trattamento delle acque fino al pagamento della somma stabilita dal Collegio.
Il lodo arbitrale è stato impugnato dinanzi alla Corte d’Appello di Roma la quale pur confermando il lodo ha ridimensionato il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria riducendo il debito a € 4.830.953,92 con un risparmio di circa 800 mila euro. Il Comune ha proposto ulteriore ricorso in Cassazione per il quale il procedimento si è già concluso e si attende la pubblicazione della sentenza.
Il Comune ha ottenuto dallo Stato contributi a fondo perduto di € 496.000 e di € 533.697,67 e dalla Regione un ulteriore contributo di euro 450 mila circa spalmato in dieci anni. Ma ciò non bastava a far fronte al debito.
“Abbiamo compreso subito – ha spiegato il primo cittadino Greco – che, a fronte dell’entità del debito, sarebbe stato impossibile uscire dal dissesto senza un’anticipazione straordinaria di liquidità. In mancanza, la prospettiva che si profilava era di chiudere il dissesto nel 2028”.
Ma lo Stato non prevedeva la concessione di anticipazioni di liquidità. Grazie al lavoro svoltosi nell’ambito dell’assemblea Anci svoltasi a Firenze nel 2013 e agli incontri in sede IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) del 2014 a Roma, a cui partecipava attivamente il primo cittadino santavenerinese, è stata scritta un’apposita norma sull’anticipazione statale di liquidità (art. 33, comma 1°, D.L. 24/04/2014 n. 466 convertito dalla Legge 23/06/2014 n. 89).
Il Comune ha ottenuto così un’anticipazione di liquidità di € 4.582.270,23, da restituire in vent’anni.
A fronte di una massa passiva di € 7.961.123,55, l’O.S.L. (Organismo Straordinario di Liquidazione) aveva così tutti i soldi per procedere ai pagamenti attivando dapprima la procedura semplificata che prevede il pagamento dei debiti in misura transattiva al 60%.
Alla procedura semplificata hanno aderito solo pochi e piccoli creditori per un importo complessivo di € 1.128.581,37 che sono stati pagati nella misura del 60% per un importo di € 677.148,82.
Conclusa la procedura semplificata, l’O.S.L. ha manifestato l’intenzione di restituire allo stato l’anticipazione di liquidità avanzata che era pari a € 3.905.121,88.
“Ci siamo subito resi conto – dice il sindaco Greco – che se ciò fosse avvenuto, Santa Venerina avrebbe avuto un altro dissesto in quanto i creditori che non avevano aderito alla procedura semplificata, tra cui ‘Ingegneria & Appalti’, avrebbero richiesto le somme al Comune, che non avendo disponibilità finanziaria non avrebbe avuto altra strada che dichiarare un nuovo dissesto”.
“Dopo le numerose interlocuzioni con il Ministero compreso un incontro a Roma – aggiunge il sindaco Greco – non ci è rimasta altra strada che quella di fare causa al Ministero dell’Interno. Il Tar ci ha dato ragione dicendo all’O.S.L. di provvedere anche al pagamento dei debiti non transatti. Ma l’O.S.L. tergiversa e prendeva tempo, fino a quando anche il creditore più grosso, ‘Ingegneria & Appalti’ ha proposto, a sua volta, un altro ricorso al Tar che conferma quanto espresso nella prima ordinanza. A questo punto l’O.S.L. ha pagato i debiti della massa passiva tra cui il creditore grosso di € 4.830.953,92”.
Il servizio di trattamento delle acque da parte della società concessionaria, intanto, si è interrotto il 7 giugno 2016. Nel luglio del 2017 il sindaco ha presentato un esposto alla Tenenza della Guardia di Finanza di Acireale in cui è stato evidenziato che i costi di investimento e di gestione indicati nel piano economico del project financing sembrano non trovare riscontro nei bilanci della ditta.
Il sindaco Greco conclude facendo un primo bilancio: “Avevamo una montagna di euro 7.961.123,55. Pur avendo risolto il contratto, la società continuava ancora ad effettuare il servizio di trattamento delle acque che per quanto contestato e non più voluto dal Comune comportava l’emissione di fatture a carico dell’Ente per 2.000 euro al giorno. Oggi, usciti fuori dal dissesto, il trattamento delle acqua non avviene più, abbiamo un saldo positivo di euro 427.954,10 che sarà incrementato di ulteriori 500 mila euro relativi alla terza rata del contributo statale a fondo perduto arrivando ad un saldo positivo di circa 1 milione di euro”.









