Maria Privitera tra pennelli e parole -
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Maria Privitera tra pennelli e parole

Maria Privitera tra pennelli e parole

La pittrice e poetessa di Giarre è reduce da un’annata particolarmente gratificante, caratterizzata da numerosi riconoscimenti ed esposizioni-recital in prestigiose location italiane. Nei prossimi giorni donerà un suo dipinto al palazzo municipale di Via Callipoli nella ricorrenza del bicentenario della fondazione del Comune etneo, cui l’artista rimane molto legata

Periodo particolarmente felice ed intenso per Maria Privitera, pittrice e poetessa di Giarre con all’attivo un ricco “palmares” di premi e riconoscimenti, sia a livello nazionale che internazionale, nonché interviste radiofoniche e televisive sulle reti Sky e gratificanti recensioni, a firma di autorevoli critici, su riviste ed antologie specializzate.

La settimana scorsa, in occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, l’artista siciliana è stata a Capri, dietro invito della locale sezione dell’associazione femminile “Fidapa”, per tenere una conferenza sul tema “Femminicidio: l’amore vero non uccide”. All’esecrabilissima forma di violenza di genere, peraltro, la Privitera aveva dedicato un suo significativo dipinto, intitolato per l’appunto “Femminicidio”, che un paio di settimane addietro le ha fatto meritare, a Giardini Naxos, il secondo premio per la sezione “arti figurative” al prestigioso concorso internazionale “Il Convivio”, organizzato dall’omonima Accademia.

Ma l’anno che volge al termine verrà ricordato da Maria Privitera (che è pure laureanda in Giurispudenza all’Università di Catania) anche per tanti altri esaltanti momenti da “incorniciare”, tra cui la presentazione a Firenze della sua silloge di poesie “Nel silenzio della mia anima”, il premio per il suo saggio sul femminicidio “La violenza che uccide” nell’ambito del concorso letterario “Cardo e Decumano”, svoltosi anch’esso nel capoluogo toscano, il premio internazionale “Chimera d’Argento” dell’Accademia d’Arte “Etrusca” di Catania, il premio a Motta Sant’Anastasia abbinato all’evento “Società, Cultura e Sviluppo” e l’esposizione a Roma del suo quadro “Le Ali della Fidapa” presso la sede nazionale dell’associazione, cui l’artista etnea ha donato il dipinto.

Ad attirarle tutti questi importanti riconoscimenti e gratificazioni professionali (che si aggiungono ai numerosi altri da lei “collezionati” negli anni precedenti) è l’“accoppiata vincente” tra pittura e poesia, due forme espressive che la Privitera riesce a far convivere armoniosamente alle varie manifestazioni cui partecipa. I suoi dipinti, in particolare, spaziano dal genere figurativo al nudo, dalla natura morta al paesaggio, dal simbolismo alla ritrattistica, e si caratterizzano per lo stile elegantemente semplice e per il gradevole tenue cromatismo, che trasporta lo spettatore in una dimensione quasi onirica.

A tali eccellenti risultati l’artista giarrese è approdata grazie al suo innato estro creativo, da lei ulteriormente affinato frequentando vari corsi formativi e di perfezionamento, tra cui quelli con cui, sotto la guida di Tommaso Fiermonte, allievo della nota Scuola Fiorentina del Maestro d’Arte Pietro Annigoni, si è specializzata nell’uso della “sanguigna”, ossia uno dei più antichi strumenti da disegno che consente di tracciare sulla carta linee dal caratteristico colore rossastro evocante il sangue.

Oltre che in Italia (a Roma, Firenze, Taormina, ecc.), le opere di Maria Privitera sono conosciute ed esposte permanentemente anche a New York.

In particolare Firenze, un anno fa, ha ospitato una sua mostra virtuale intitolata “Natura” (svoltasi presso il Palazzo Coppinin, sede della Fondazione “Romualdo Del Bianco” e dell’Istituto “Life Beyond Tourism”), con proiezione su maxi-schermo dei dipinti e dei testi poetici (trascritti sia in italiano che in lingua inglese) della Privitera, entrambi inneggianti alla bellezza della terra di Sicilia, che l’artista di Giarre ha voluto celebrare dinnanzi alla vasta e qualificata platea internazionale del convegno sull’ambiente dell’Università delle Nazioni Unite (UNU) che si teneva nel capoluogo toscano.

Tra i fiori all’occhiello della giovane, ma già corposa, carriera artistica di Maria Privitera figurano, inoltre, la presentazione delle sue opere a Catania presso l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, ed il dipinto ad olio su tela “Sciura”, ispirato all’omonima opera teatrale della concittadina Lucia Brischetto, andata in scena con successo in diversi Comuni siciliani.

Grazie alla sua apprezzatissima arte, Maria Privitera può ormai considerarsi a pieno titolo “cittadina del mondo”, ma fa sempre comunque ritorno nella sua amata Giarre, alla quale nei prossimi giorni dedicherà un particolare omaggio, di cui lei stessa ci dà qualche anticipazione.

«In questo 2015, per me particolarmente fortunato – spiega l’artista –, si è celebrato il bicentenario della fondazione del Comune di Giarre, una città in cui mi onoro di essere nata, di vivere e di operare, anche in qualità di socia della locale sezione Fidapa “Giarre-Riposto”. Pertanto, in occasione di tale ricorrenza, intendo donare alle istituzioni comunali giarresi un mio dipinto in segno di appartenenza ed amore verso un luogo che sento mio e da cui traggo spesso e volentieri ispirazione per le mie creazioni, sia pittoriche che poetiche».

Rodolfo Amodeo

Maria Privitera con Angelo Manitta, presidente dell'Accademia Il Convivio, con il dipinto Sciura e con la presidente nazionale della Fidapa Pia Petrucci

FOTO: Maria Privitera con un nudo ed una natura morta della sua produzione e, nelle immagini successive, mentre riceve dal presidente Angelo Manitta il Premio “Il Convivio 2015” per l’opera (alle spalle) “Femminicidio”, con il dipinto di “Sciura” e con la presidente nazionale della Fidapa, Pia Petrucci, mentre dona alla sede centrale romana dell’associazione femminile il quadro “Le Ali della Fidapa”

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