Caso omofobia a Mascali: “Quanto dichiarato da Roberto Marino non è la verità” -
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Caso omofobia a Mascali: “Quanto dichiarato da Roberto Marino non è la verità”

Caso omofobia a Mascali: “Quanto dichiarato da Roberto Marino non è la verità”

pennisiA parlare è Francesco Pennisi (nella foto a sinistra) il nonno di uno dei tre ragazzi accusati di avere aggredito e accoltellato sabato scorso a Mascali, Roberto Marino, un 44enne omosessuale di Mascali.
Il signor Pennisi ribalta quindi la versione sostenuta da Marino: “Marino – ha dichiarato Pennisi – si trovava in una pizzeria al centro di Mascali e aveva alzato il gomito. Da lì è passato un ragazzino che ha pronunciato qualche frase nei confronti di Marino; quest’ultimo, infastidito, lo ha rincorso cercando di prenderlo. Altri ragazzi che si trovavano nella villetta comunale di fronte alla pizzeria sono intervenuti in aiuto del ragazzino avendo visto Marino che cercava di gettare il ragazzo nella vasca della villa comunale e di usargli violenza. Nella colluttazione Marino – secondo quanto ha dichiarato ancora Pennisi – avrebbe riportato una ferita alla testa”.

“Mi rammarica il fatto che Marino si stia trincerando dietro lo scudo dell’associazione Arcigay. A Mascali non abbiamo mai avuto ostilità nei confronti degli omosessuali, anzi abbiamo il massimo rispetto e comunque anche se il ragazzo avesse offeso Marino, quest’ultimo non avrebbe dovuto aggredirlo ma rivolgersi alle Istituzioni preposte per avere giustizia”.

“Dopo l’accaduto – ha detto ancora Pennisi – con mia figlia ho cercato di incontrare Marino per conoscere le sue condizioni di salute, le origini e i motivi dell’aggressione. Mi sono accorto che era ubriaco. Marino, dopo avere capito che eravamo parenti di uno dei ragazzi coinvolti nella vicenda, ha cercato di aggredirci. Ho capito che Marino non era in grado di ragionare ed ho quindi deciso di andare via. Marino mi ha rincorso con la sua auto, mi ha bloccato ed ha cercato di prendere qualcosa dalla sua auto per aggredirmi.

imageMi allontano da Marino (nella foto a sinistra) e vado alla caserma dei carabinieri. Qui Marino ha incominciato ad offendere me e gli altri familiari. Abbiamo invitato i carabinieri a fare l’alcool test a Marino visibilmente ubriaco, ma il test non gli è stato fatto.
I ragazzi che, a suo dire, lo avrebbero aggredito non portano nessun tipo di arma, sono educati, gentili e rispettosi e sono amareggiati dell’accaduto. Ancora una volta – ha concluso Pennisi – smentisco quanto dichiarato da Marino, l’informazione data dagli organi di stampa non è stata corretta, è stata fatta solo disinformazione”.
Fin qui il racconto del nonno.

Angela Di Francisca

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