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Le trasgressioni sessuali della baronessa Frieda con il giovane mulattiere di Taormina

Le trasgressioni sessuali della baronessa Frieda con il giovane mulattiere di Taormina

Il giornalista Gaetano Saglimbeni ha pubblicato in formato “e-book” la sua famosa inchiesta sulla vera storia della lussuriosa Lady Chatterley, protagonista dello “scandaloso” romanzo ispirato allo scrittore inglese D. H. Lawrence dalle imprese erotiche della moglie, la quale soddisfaceva le proprie voglie accoppiandosi in maniera bizzarra con un umile ragazzo della cittadina siciliana

Dopo un decennio di gavetta presso il quotidiano messinese “Gazzetta del Sud”, è stato per vent’anni redattore ed inviato del popolarissimo settimanale nazionale “Gente”, ma è nel suo paese natio, ossia Taormina, che ha realizzato lo “scoop” della sua vita. L’ottantaduenne giornalista Gaetano Saglimbeni è riuscito, infatti, a svelare i morbosi retroscena del più trasgressivo romanzo del secolo scorso, ossia “L’amante di Lady Chatterley”, dato alle stampe nel 1928 dallo scrittore inglese David Herbert Lawrence.

Quest’ultimo, precorrendo i gusti e le tendenze di tanti uomini contemporanei, amava rendere di pubblico dominio le perversioni sessuali della propria compagna, al punto da raccontarle minuziosamente nel prima citato volume (sia pur cambiando i nomi e le ambientazioni rispetto alle vicende reali), che ha anche inevitabilmente ispirato diversi film a sfondo erotico.

In realtà, come ha dimostrato già diversi anni addietro il giornalista Saglimbeni, questa trasgressiva vicenda non aveva nulla a che vedere con l’Inghilterra, dove l’autore la ambientò, in quanto il giovane amante (che oggi verrebbe definito “toy-boy”, ovvero “ragazzo-giocattolo”) della moglie non era altro che l’umile, ma prestante, mulattiere di Taormina Peppino D’Allura il quale, poco più che ventenne, venne prescelto dalla quarantenne baronessa tedesca Frieda Von Richthofen per soddisfare le proprie voglie sessuali nei contesti più bizzarri (sotto la pioggia, all’interno dei palmenti, in casolari semidiroccati ed in altre anomale “alcove”). Tutto ciò nell’arco del paio d’anni (tra il 1920 ed il 1922) in cui lo scrittore anglosassone visse a Taormina (in una casa di Via Fontana Vecchia), nella speranza che il sole di Sicilia potesse guarirlo dalla tisi, che invece ne determinerà il decesso a quarantacinque anni, poco dopo aver pubblicato lo “scandaloso” scritto sulle lussuriose “imprese” di sua moglie, anche lei, comunque, “divertita ed appagata” da tale “perversione letteraria”.

Una volta rimasta vedova, la licenziosa nobildonna tedesca contrasse matrimonio con l’ex bersagliere ligure Angelo Ravagli, che tanti credevano fosse il giovane amante di Lady Chatterley protagonista del libro del Lawrence. Ma da bravo giornalista, facendo leva sulle sue reminiscenze e frequentazioni giovanili taorminesi, Gaetano Saglimbeni ha avuto la capacità di “smontare” tale erronea supposizione, meritandosi persino l’apprezzamento ed i titoli a tutta pagina di autorevoli testate londinesi, quali “Guardian” e “Mail on Sunday”.

«A Taormina – dichiara Saglimbeni – sapevano tutti, a cominciare da mio padre, di quella storia, in cui l’ennesimo giovane ed aitante contadino, pastore o pescatore del luogo era stato “utilizzato” dalle mature e viziose signore straniere di passaggio. Di questa sua esperienza con la libertina baronessa Frieda, peraltro, il D’Allura non ne aveva mai fatto mistero quando era in compagnia degli amici. Sta di fatto che, nel 1970, per conto del settimanale “Gente” andai ad intervistare Ravagli, ossia il secondo marito della da poco deceduta baronessa Frieda, ma lui stesso mi disse che non aveva nulla a che vedere con quei “giochi erotici” descritti da David Herbert Lawrence nel suo capolavoro. L’allora direttore di “Gente”, comunque, mi sconsigliò di scrivere tutto ciò che sapevo di questa pruriginosa vicenda in quanto il nostro doveva rimanere un irreprensibile rotocalco “per famiglie”. Ma vent’anni dopo, una volta in pensione e completamente libero da esclusive contrattuali, pubblicai il tutto sull’altrettanto popolarissimo settimanale “Oggi”».

Le copie arretrate di tale rivista sono difficili da reperire, ma Gaetano Saglimbeni ha pensato bene di riproporre l’appassionante “tresca” tra l’umile mulattiere Peppino D’Allura e la disinibita nobildonna teutonica nell’e-book “Lady Chatterley a Taormina”, recentemente edito da “Contanima”, che in appena qualche mese dalla pubblicazione ha già registrato uno straordinario successo di vendite.

Non è questa, comunque, la prima “prova letteraria” del vegliardo giornalista taorminese, il quale ha all’attivo altre apprezzate fatiche editoriali, prevalentemente incentrate sulla vita mondana nella “capitale” siciliana del turismo (come “Taormina: la storia, i peccati, i grandi amori” ed “Hollywood a Taormina”) nonché sulle sue frequentazioni del jet-set internazionale (“Divi, divine e divani-alcova”, “Splendori e miserie della vecchia Hollywood”, “Dal vostro inviato, in giro per il pianeta Terra”, “I grandi amori della storia e dell’arte”, ecc.).

E proprio in considerazione delle sue qualità di scrittore, Gaetano Saglimbeni è stato insignito nel 2012 del prestigioso Premio “Città di Taormina”, un riconoscimento più che meritato anche per il suo attaccamento al Comune d’origine, che non ha mai trascurato (come dimostra, per l’appunto, il suo interesse per la vicenda “tutta taorminese” di Lady Chatterley) e dove ha deciso di vivere dopo il pensionamento, nonostante la sua professione di giornalista-inviato speciale l’abbia reso “cittadino del mondo”.

Rodolfo Amodeo

Gaetano Saglimbeni nel suo studio Gaetano Saglimbeni sui giornali Oggi, Guardian e Mail Sunday

D.H. Lawrence, Frieda Richthofen e Peppino D'Allura D.H. Lawrence e Frieda Richthofen e la loro casa a Taormina in Via Fontana Vecchia

Frieda Richthofen

FOTO: Gaetano Saglimbeni con la copertina di “Lady Chatterley a Taormina” e nello studio di casa sua; i giornali italiani ed inglesi che hanno riportato il suo “scoop” ed alcune foto d’epoca ritraenti Frieda Richthofen con il marito D.H. Lawrence ed il giovane amante Peppino D’Allura, l’abitazione taorminese in Via Fontana Vecchia e diversi primi piani della lussuriosa nobildonna tedesca nel corso della sua vita

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