Randazzo, giovani talenti cercasi nel baseball -
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Randazzo, giovani talenti cercasi nel baseball

Randazzo, giovani talenti cercasi nel baseball

Try Out di baseball per Ragazzi e Cadetti, unica selezione in Sicilia per formare la Nazionale Sud che parteciperà al MundialHit

IMG_4069Al campo di baseball di Randazzo, si è tenuto il Try Out baseball categorie Ragazzi e Cadetti, per il progetto Verde Azzurro MundialHit. Il raduno è stato svolto con il coordinamento tecnico del responsabile dalla nazionale Sud Ivani Licciardi e dallo staff del progetto Verde Azzurro, composto da Riccardo Messina e Antonio Russo. I ragazzi selezionati avranno la possibilità di partecipare al prossimo MundialHit che si terrà dal 6 al 10 agosto a Nettuno. È stata l’occasione per dare una chance alle nuove leve del baseball, che spesso non hanno la possibilità di partecipare a tutti i tornei giovanili a causa della posizione geografica della Sicilia, avendo così difficoltà, logistiche ed economiche, che non permettono spostamenti agili. La Sicilia, tuttavia, ha un grande potenziale, che deve essere sviluppato con il supporto di progetti come quello del Verde Azzurro.

Lo scouting per la nazionale Sud – dice il responsabile Licciardi – ci consente di fare ampie selezioni in regionali quali la Puglia, Basilicata, Campania, Lazio e appunto Sicilia. Questo è il terzo Try Out, l’ultimo che svolgiamo ed anche l’unico in tutta la regione. Pensiamo che tutti i ragazzi possano avere un futuro in questo sport ma è importante che giochino molto. La realtà siciliana la conosco bene perché ho giocato qui per dieci anni, in città come Ustica, Catania e Messina per cui è scontato dire che più si pratica questo sport, più si allena e più si impara, altrimenti diventerebbe tutto più difficile. Qui ci sono molti ragazzi con talento che abbiamo potuto osservare e valutare, poi le decisioni definitive le prenderemo quando andremo a comporre una prima rosa composta da 25 ragazzi che parteciperanno ad ulteriori raduni dai quali arriveremo ai 18 che andranno a giocarsi il MundialHit in agosto”. Licciardi però non dimentica l’importanza dell’impianto sportivo in questo sport: “Questa è una struttura già buona di per se – conclude – ma spero che magari quando tornerò di trovarla ulteriormente migliorata in uno stato adeguato perché serve a far crescere i nostri ragazzi e dare loro gli stimoli giusti”.

I ragazzi hanno vissuto questo Try Out come una sorta di esame scolastico, consapevoli che quest’occasione rappresenta una possibilità di confronto e il passaggio al baseball che conta. “Abbiamo iniziato la giornata con delle prove fisiche che comprendono test sulla velocità e corsa sulle basi. Dopo ciò si è proseguito con le valutazioni per singoli ruoli e con la pistola radar abbiamo misurato la velocità per i lanciatori, il bloccaggio e tiro in base. Le battute le hanno fatte tutti i ragazzi, perché alla loro età non possono essere perfettamente inquadrati in un ruolo specifico. Molti di loro li conosco già ed hanno potenzialità e fisico e ad alcun sono pronti per salire di livello”.

IMG_4077In collaborazione con la Randazzese Baseball, il Try Out ha suscitato interesse e premiato il lavoro della società randazzese che ha prestato attenzione ai propri ragazzi ed è riuscita, negli ultimi anni, a poter usufruire della palestra comunale per svolgere le attività: “La scelta di svolgere il raduno nel nostro campo ci ha fatto enormemente piacere – dice Salvatore Grasso, Presidente della Randazzese Baseball – questo sport continua a regalarci momenti di aggregazione oltre che di attività agonistica ed è per questo che se avessimo già avuto una struttura completa ed efficiente saremmo potuti andare anche oltre, ospitando anche la nazionale italiana in virtù del fatto che il nostro terreno di gioco è a misura internazionale. Anche società del nord Italia ci hanno chiesto la disponibilità dell’impianto, ma lo stato di cose non consente di ospitare eventi di alto livello. Le possibilità di aprirsi a nuovi scenari ci potrebbero essere, anche perché il progetto di ristrutturazione del campo è stato approvato, ma ad oggi i fondi, che provengono dalla comunità europea, sono bloccati e noi siamo ulteriormente penalizzati. Ci tolgono pure quel poco che ci è rimasto, basti vedere il campo di Messina destinato all’ospitalità dei profughi”. Molte società di baseball, sono costrette all’autofinanziamento per pagarsi gli attrezzi di gioco e le trasferte. Non si chiedono grossi finanziamenti ma piccoli aiuti: “Basterebbe supportarci con una collaborazione fattiva – conclude Grasso – piccole cose ma utili come il mettere a disposizione quanto il nostro comune ci può offrire, al massimo provvedere all’acquisto di materiali in piccole quantità. I genitori dei ragazzi, sentono più di altri la crisi, spesso i ragazzi sono anche costretti ad abbandonare l’attività sportiva e probabilmente si ritroveranno a percorrere vie dannose per la comunità ma soprattutto per loro stessi”.

Salvatore Rubbino

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