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Francavilla, degrado ambientale nei torrenti

Francavilla, degrado ambientale nei torrenti

Gli incantevoli angoli di natura attraversati dagli affluenti del fiume Alcantara continuano ad essere incivilmente utilizzati come discariche a cielo aperto, anche di materiali altamente pericolosi

Peccato! La foto che pubblichiamo, scattata un paio di giorni fa ad un tratto di greto del torrente Zavianni, nelle immediate adiacenze del centro abitato di Francavilla di Sicilia, avrebbe potuto immortalare un “idilliaco” angolo di natura; ed invece è “disturbata” da un cumulo di rifiuti a cielo aperto, tra i quali troneggia un pezzo di “eternit”, ossia la struttura in amianto che, nel secolo scorso, si era soliti utilizzare per coprire i tetti delle case. Ma se l’organizzazione regionale dello smaltimento dei rifiuti non è in grado, nella maggior parte dei casi, di assicurare un efficiente servizio di pulizia dei centri urbani, figuriamoci se si possa riuscire a garantire uno stato decoroso alle periferie.

Nel territorio del Comune di Francavilla, dunque, il greto del torrente Zavianni è stato “eletto”, ormai da tempo immemorabile, a discarica a cielo aperto di qualsivoglia materiale, compreso il famigerato amianto, le cui fibre e polveri che da esso si sprigionano sono estremamente pericolose per la salute umana in quanto causa di tumori alle vie respiratorie, all’apparato gastrointestinale ed alla pleura.

A tal riguardo, c’è tutta una normativa (in particolare il decreto legislativo 257/1992 ed il decreto interministeriale del 28/07/2005) che obbliga le Amministrazioni Comunali e le Aziende Sanitarie a prodigarsi per agevolare i privati nelle operazioni di smaltimento di questi pericolosissimi materiali, da affidare in ogni caso ad aziende specializzate (basta farsi una “navigata” in Internet per sapere quali sono quelle operanti nella zona di proprio interesse).

Anche su tale fronte, però, si continua ad assistere all’inerzia delle autorità competenti, cui si accompagna l’inciviltà dei singoli cittadini, i quali non si rendono conto che andare “egoisticamente” a buttare a poche centinaia di metri dalla loro casa dei materiali considerati ingombranti e superflui, ma che sono pure pericolosi, arreca un grave danno all’immagine del proprio paese (in questo caso Francavilla, che aspira a “fare turismo”…) e, quel che è più grave, alla salute collettiva.

E dire che a Francavilla di Sicilia e dintorni hanno spesso luogo “giornate ecologiche” (promosse anche dall’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara) che ogni volta vedono impegnati diversi volontari (associazioni, alunni delle scuole, ecc.) in operazioni di pulizia dell’ambiente locale; trattasi di iniziative sicuramente encomiabili, ma che, purtroppo, lasciano il tempo che trovano visto che, all’indomani del loro svolgimento, gli alvei dei torrenti Zavianni e San Paolo ed altri pregevoli angoli naturalistici circostanti il perimetro urbano francavillese, tornano a mostrarsi come discariche a cielo aperto. Quand’è che queste “giornate ecologiche” raggiungeranno il numero di… 365 all’anno?

Rodolfo Amodeo

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