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Consiglio Comunale a Francavilla: è corsa contro il tempo

Consiglio Comunale a Francavilla: è corsa contro il tempo

Una diffida del gruppo “UpF” per costringere i vertici del civico consesso a convocare l’organo entro venerdì prossimo, 28 febbraio, tenendo conto dell’apposita richiesta avanzata nei giorni scorsi da tre esponenti di “Democrazia è Libertà”

 

E’ ormai corsa contro il tempo per tentare di “salvare” il boccheggiante Consiglio Comunale di Francavilla di Sicilia, a serio rischio di scioglimento per non aver approvato, nella seduta dello scorso 30 gennaio, il Bilancio 2013 portato in aula dal commissario “ad acta” Giuseppe Petralia (l’invio del funzionario regionale si è reso necessario in quanto il documento finanziario non riusciva ad essere esitato dal civico consesso francavillese nemmeno nelle precedenti convocazioni ordinarie).

E’ proprio di queste ore l’“assist” che i consiglieri del gruppo “Uniti per Francavilla” (di seguito “UpF”) Andrea Lo Presti, Salvatore Nuciforo e Maria Puglisi hanno offerto alla richiesta protocollata in municipio esattamente una settimana fa dai loro tre colleghi del gruppo d’opposizione “Democrazia è Libertà” (ossia Paolo Spatola, Nino Raspa e Filippo Grifò) nell’intento di convincere il presidente del Consiglio, Alessandro Vaccaro, a convocare l’organo entro l’1 marzo in quanto – sostengono in buona sostanza Spatola, Raspa e Grifò – nella seduta del 30 gennaio era materialmente e giuridicamente impossibile potersi esprimere sul Bilancio e pertanto, come previsto dalle normative in materia, si possono ancora sfruttare i trenta giorni successivi alla prima convocazione.

Questa mattina, dunque, il capogruppo di “Upf” Lo Presti ed i suoi compagni di cordata Nuciforo e Puglisi hanno espressamente diffidato per iscritto il presidente Vaccaro, il vice di quest’ultimo Mohamed Mafhoum ed il segretario comunale a tenere conto della richiesta di convocazione avanzata dagli esponenti di “Democrazia è Libertà” in quanto proveniente da un quinto dei consiglieri (ossia 3 su 15), così come previsto dallo Statuto del civico consesso francavillese.

«Un paio di giorni dopo la presentazione di tale richiesta – spiega Andrea Lo Presti, capogruppo di UpF – il presidente Vaccaro ed il segretario comunale hanno in pratica risposto che non la si poteva prendere in considerazione in quanto priva delle proposte di deliberazione da inserire all’ordine del giorno dell’eventuale seduta consiliare. In realtà, a norma di Statuto e sulla scorta di tutta una serie di precedenti ed univoci pronunciamenti giurisprudenziali e ministeriali (che richiedono solo “un elenco sommario e sintetico delle questioni da trattare” e non un “ordine del giorno dettagliato”), quella presentata dai colleghi di “Democrazia è Libertà” è una richiesta di convocazione bella e buona (nella quale si fa esplicito riferimento agli argomenti da dibattere in aula) cui ottemperare entro e non oltre dieci giorni dalla sua proposizione (ossia entro venerdì prossimo 28 febbraio). E qualora non vi ottemperi il presidente Vaccaro, spetterà al vicepresidente Mafhoum attivarsi in tal senso sulla base dei poteri che la legge ed il nostro Statuto gli attribuiscono. Per intanto, ci troviamo in presenza di un caso di atti d’ufficio che, immotivatamente, non vengono posti in essere e per il quale noi di “UpF” ci riserviamo di adire gli organi competenti. Ma, al di là delle responsabilità dei singoli rappresentanti istituzionali, vorremmo far capire che in tutta questa vicenda è in ballo il destino della democrazia in quanto se chi di dovere non si attiva per tempo nell’arco di queste ore, il nostro Comune, una volta spirati i termini di legge che alcuni consiglieri abbiamo indicato in questi nostri recenti documenti, si avvierà inesorabilmente verso un regime monocratico, dove a “comandare” resterà, per ben tre anni e mezzo, solo il sindaco».

Al consigliere Lo Presti viene spontaneo chiedere se, nell’eventuale agognata seduta “salva Consiglio”, lui ed i suoi due colleghi di “Uniti per Francavilla” voteranno favorevolmente al Bilancio predisposto dall’Amministrazione Comunale del sindaco Lino Monea e ratificato dal commissario regionale.

«Con la diffida che abbiamo presentato stamattina – risponde Andrea Lo Presti – reclamiamo semplicemente il diritto del nostro organo consiliare ad essere convocato, al di là di come lo stesso poi si esprimerà in merito al Bilancio. Per quanto ci riguarda, così come i colleghi del gruppo “Democrazia è Libertà”, anche noi, prima di esprimere un voto favorevole, vogliamo vederci chiaro in merito ad alcune questioni, a cominciare dal controverso rapporto finanziario tra il Comune di Francavilla e la Società “Ato – Me4”».

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: da sinistra Andrea Lo Presti, Alessandro Vaccaro e Mohamed Mafhoum

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