Roma locuta est, causa soluta est -
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Roma locuta est, causa soluta est

Roma locuta est, causa soluta est

Roma ha parlato, la disputa è conclusa

Questo motto, di uso comune per indicare la più completa obbedienza alle decisioni di una autorità, non è, almeno in questa formulazione, desunto dalla letteratura classica. E infatti, registrato da H. Walther fra le sentenze medievali, sembra apparire per la prima volta nel pamphlet antigesuitico “Philotanus” del 1720, scritto dall’abate Jean Baptiste Joseph Willart de Grécourt (1684-1743), pamphlet nel quale per l’appunto si legge: «Rome a parlé, l’affaire est terminée».

L’origine, probabilmente, va individuata in un passo di Sant’Agostino, dopo la condanna da parte del Papa Innocenzo I (401-417) delle dottrine perverse di Pelagio – un monaco irlandese che aveva trovato ospitalità nella Chiesa romana e nella stessa diocesi del Papa –, dottrine che negavano la grazia e rendevano vano il battesimo, in quanto il peccato di Adamo avrebbe danneggiato solo se stesso e non la razza umana. Agostino aveva inviato al Papa due lettere: ora, mentre nella prima (la 26) si dice che la questione spettava «all’autorità della Sede apostolica», nella seconda (la 28) si indica che era desiderio dei Vescovi di apprendere dal Papa «se il loro piccolo rigagnolo proviene dalla stessa sorgente da dove esce il fiume abbondante della sana dottrina».

Pienamente soddisfatto dopo la condanna di Pelagio, Sant’Agostino (Sermone 131,10) scrisse la famosa dichiarazione: «Jam enim de hac causa concilia duo [Concilio di Cartagine, 411; Concilio di Milevi, 416) missa sunt ad Sedem apostolicam: inde enim rescripta venerunt. Causa finita est» (“Su tale questione sono già stati inviati i documenti di due concili alla Sede apostolica. Ci è arrivata la risposta. Quindi la causa è chiusa”). La condanna del monaco eretico viene poi ribadita dal Papa Zosimo (417-418), anche se poco tempo prima l’imperatore Onorio, con l’editto del 30 aprile del 418, aveva bandito Pelagio da Roma, proibendo l’ulteriore divulgazione delle sue teorie.

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