Pavane pour un grand Chef d’orchestre -
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Pavane pour un grand Chef d’orchestre

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Dopo una vita di successi artistici e impegno, nell’agosto 2013 era stato nominato senatore a vita

 

Aveva 80 anni e da tempo era molto malato. Il M° Claudio Abbado, nato a Milano il 26 giugno 1933, si è spento nella sua casa di Bologna il 20 gennaio. Dopo gli studi al Conservatorio di Milano, aveva iniziato nel 1958 la sua attività direttoriale in Italia e all’estero. Ha acquisito meriti artistici nel campo musicale attraverso l’interpretazione della letteratura musicale sinfonica e operistica alla guida di tutte le più grandi orchestre del mondo. Il 30 agosto 2013 era stato nominato senatore a vita dal capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Alla luminosa carriera artistica Abbado aveva aggiunto l’impegno per la divulgazione e la conoscenza della musica in special modo a favore delle categorie sociali tradizionalmente più emarginate. Ha avuto la responsabilità della direzione stabile e musicale delle più prestigiose istituzioni musicali del mondo come il Teatro alla Scala e i Berliner Philharmoniker; ha ideato istituzioni per lo studio e la conoscenza della nuova musica. Si è, in pari tempo, caratterizzato per l’opera volta a valorizzare giovani talenti anche attraverso la creazione di nuove orchestre, come la European Union Youth Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, la Mahler Chamber Orchestra, la Orchestra Mozart. Nel suo ampio repertorio recente, oltre ai compositori dell’ultimo romanticismo, emergono le avanguardie del Novecento e i musicisti contemporanei.

«Grande testimone della vera, profonda cultura italiana ed europea nel mondo, per molti decenni ha segnato la storia della direzione d’orchestra e dell’interpretazione musicale nelle istituzioni internazionali. Di lui – ha sottolineato Riccardo Muti – voglio ricordare anche il coraggio di come ha affrontato la lunga e terribile malattia e la serietà e severità che hanno caratterizzato la sua vita di musicista e di Maestro. La sua scomparsa impoverisce fortemente il mondo della musica e dell’arte»

Abbado auspicava una stretta collaborazione tra le varie arti, riteneva deprecabili i tagli alla cultura in nome della crisi («si deve colpire il vero spreco ed eliminare le speculazioni») ed aveva un sogno nel cassetto: «Vorrei che si affermassero sempre più le convinzioni che ispirano il nostro modo di lavorare: studiosi, politici, artisti, organizzatori, responsabili e semplici cittadini possono, insieme, determinare una reale collaborazione tra arte, scienza ed etica». A lungo, nel 2008, cercò di “scambiare” un suo ritorno a La Scala con un “cachet in natura”: 90 mila alberi per Milano. Ma il progetto, appoggiato anche dall’architetto Renzo Piano, naufragò.

In memoria del Maestro, l’orchestra Filarmonica della Scala, lunedì 27 gennaio alle 18, eseguirà la Marcia funebre dall’Eroica di Beethoven. L’esecuzione, con sala vuota e porte aperte, sarà diretta da Daniel Barenboim e verrà diffusa nella piazza di fronte al Piermarini, nel cuore di Milano.

La famiglia Abbado comunicando la scomparsa del direttore d’orchestra ha notato: «Claudio è con tutti noi. È partito per il viaggio misterioso. Stringiamoci alla sua vita fortunata».

Resterà sempre presente nel cuore di quanti continueranno a riascoltare le sue meravigliose interpretazioni.

Giuseppe Musumeci

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