Giarre, nota come città delle scuole, rappresentava un punto di riferimento per l’istruzione nell’hinterland già nel secolo scorso. In particolare, tra il 1911 e il 1923, il Comune partecipò alla sperimentazione dei Regi Ginnasi-Magistrali, istituiti con la Legge n. 861 del 21 luglio 1911. Da questo istituto uscirono numerosi maestri e, soprattutto, maestre che contribuirono in modo determinante alla formazione della popolazione locale.
La storia di queste istituzioni, con un focus specifico su quella giarrese, è stata approfondita durante un incontro promosso dalla Società Giarrese di Storia Patria presso l’aula magna dell’Istituto “Fermi”. A illustrare l’attività del Regio Ginnasio sono intervenuti la prof.ssa Marinella Tomarchio, ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università di Catania, e il dott. Mario C. Cavallaro, storico locale.
L’incontro ha evidenziato il prestigio di Giarre nell’essere stata una delle sole 11 sedi nazionali (nonché una delle prime tre in assoluto) a ospitare tale sperimentazione. In Sicilia, gli altri istituti furono attivati solo a Marsala e Termini Imerese. Questi corsi biennali, a cui si accedeva dopo la licenza ginnasiale, miravano a formare i maestri elementari ed erano situati strategicamente in località distanti dai grandi centri urbani o dai licei.
Nonostante l’importanza storica, i documenti dell’epoca non sono stati rinvenuti nell’attuale Palazzo delle Culture, che allora ospitava la scuola. Restano però i dati statistici: nel suo primo anno di attività, Giarre registrò il maggior numero di iscritti tra tutti i Regi Ginnasi d’Italia.
L’istituzione del corso non fu priva di tensioni campanilistiche: come riportato nel volume di Mario C. Cavallaro, “L’istruzione e le superstizioni a Giarre e nel suo Hinterland 1761-1953”, già un secolo fa da Acireale giunsero rimostranze per la scelta della sede giarrese. Tra le curiosità emerse, figura anche l’intervento del parlamentare Edoardo Pantano, che rivendicò con orgoglio il proprio contributo per l’apertura del corso a Giarre.
Insomma, quella dei Regi Ginnasi è stata una parentesi breve ma prestigiosa, una pagina di storia cittadina che merita oggi di essere riscoperta e valorizzata.









