Corruzione, domiciliari per l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, l’avvocato Matta e l’imprenditore Zancla -
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Corruzione, domiciliari per l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, l’avvocato Matta e l’imprenditore Zancla

Corruzione, domiciliari per l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, l’avvocato Matta e l’imprenditore Zancla

Il gip di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana, accusato di corruzione. Stessa misura cautelare anche per l’avvocato Pierluigi Matta e per l’imprenditore Luigi Zancla, coinvolti nell’inchiesta della Procura del capoluogo siciliano su un presunto sistema di mazzette in cambio di favori. La decisione è arrivata dopo l’interrogatorio preventivo degli indagati.

Secondo la ricostruzione dei pm, Armao avrebbe sfruttato i propri incarichi di esperto del presidente della Regione e di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale per favorire alcuni imprenditori, ottenendo in cambio somme di denaro. Il meccanismo contestato si sarebbe avvalso della collaborazione di Matta: i pagamenti sarebbero stati formalmente giustificati come compensi per consulenze legali che, secondo l’accusa, non sarebbero mai state effettivamente svolte.

Il denaro veniva trasferito tramite bonifici sul conto dell’avvocato, che successivamente lo avrebbe prelevato e consegnato in contanti ad Armao. A documentare alcuni di questi presunti passaggi di denaro sarebbero state le telecamere installate dagli investigatori nell’auto e negli studi professionali dei due legali.

Per Armao e Matta la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, mentre il gip ha ritenuto sufficiente la misura degli arresti domiciliari. Anche per l’imprenditore Zancla è stata disposta la stessa misura.

Il giudice ha invece respinto le richieste cautelari avanzate dalla Procura nei confronti degli altri indagati: Giuseppe Geremia Lombardo, deputato all’Ars del Mpa e nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, i manager Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne, Benedetta Costanzo e gli imprenditori Mario Lupo e Sergio Vella. Per questi ultimi la Procura aveva sollecitato misure diverse, tra cui i domiciliari e, nel caso di Costanzo, il divieto di dimora.

La vicenda aveva già avuto conseguenze sul piano politico-istituzionale. Dopo aver ricevuto l’invito a comparire e, successivamente, la richiesta di arresto, Armao si era infatti dimesso dall’incarico di consulente giuridico del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

Le accuse contestate dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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