Elfbar Pods al posto della vape usa e getta: cosa cambia
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Cosa cambia passando dalla vape usa e getta agli Elfbar Pods?

Cosa cambia passando dalla vape usa e getta agli Elfbar Pods?

Per molti è un gesto abituale: la vape usa e getta è finita, quindi se ne compra un’altra in tabaccheria. Chi a Giarre, Riposto o Acireale svapa regolarmente lo conosce dalla propria quotidianità. Con un sistema a pod cambia proprio questo passaggio: il dispositivo con la batteria resta, si sostituisce solo la cartuccia con il liquido.

Il cambio solleva domande pratiche: se il gusto è diverso, quanto spesso bisogna ricaricare, quali cartucce scegliere e dove vanno i vecchi dispositivi. Nello svapo in sé cambia poco, mentre per la ricarica, la scelta del liquido e lo smaltimento le cose sono diverse.

La linea ELFA di Elfbar è un buon esempio per capire cosa resta uguale e cosa è nuovo. Gli Elfbar Pods sono le cartucce che si inseriscono nei dispositivi ELFA. Ne esistono di due tipi: precaricate e pronte all’uso come una vape usa e getta, oppure vuote, da riempire da sé con il liquido.

Nello svapo quasi tutto resta uguale

Come la maggior parte delle vape usa e getta, i dispositivi della linea ELFA funzionano senza pulsante. Secondo il produttore si attivano con l’aspirazione e vaporizzano subito il liquido. Chi finora ha usato una sigaretta elettronica usa e getta non deve quindi cambiare quasi nulla nell’uso.

Anche il contenuto non è molto diverso, perché le regole dell’UE valgono per tutti i dispositivi. Cartucce e serbatoi possono contenere al massimo 2 millilitri di liquido, e il liquido può contenere al massimo 20 milligrammi di nicotina per millilitro. Una cartuccia ELFA contiene quindi più o meno la stessa quantità di liquido di una vape usa e getta.

Le cartucce precaricate contengono sali di nicotina, cioè la forma di nicotina presente anche in molte vape usa e getta, per lo più con 20 milligrammi per millilitro. Sono disponibili in molti dei gusti offerti anche dai modelli usa e getta di Elfbar. Chi arriva dalla vape usa e getta ritrova quindi il gusto e l’intensità a cui è abituato. Chi preferisce meno nicotina trova anche cartucce con una concentrazione più bassa o del tutto senza nicotina.

Quanto dura una cartuccia dipende soprattutto dal proprio modo di svapare. Chi fa tiri lunghi consuma più liquido per tiro di chi fa tiri brevi, e chi svapa spesso svuota la cartuccia più in fretta. Le indicazioni sul numero di tiri sono quindi sempre solo un valore indicativo.

La vera novità è la ricarica della batteria

La differenza più grande riguarda la batteria. Una vape usa e getta va sostituita quando la batteria o il liquido sono esauriti. ELFA ed ELFA Pro hanno invece una batteria integrata da 500 milliampereora, che si ricarica tramite una porta USB-C. D’ora in poi il cavo di ricarica va quindi tenuto in borsa, in auto o sul comodino.

Un dispositivo nuovo non è necessariamente carico al momento della consegna, quindi conviene ricaricarlo prima di usarlo per un’intera giornata. Chi con la vape usa e getta è abituato a iniziare subito dopo l’acquisto dovrebbe tenerne conto. Con il tempo la ricarica diventa un’abitudine, come per lo smartphone, che oggi si ricarica quasi sempre anch’esso via USB-C.

Presa di ricarica USB-C nella console centrale di un'auto
Molte auto recenti hanno una presa USB-C, dove si può ricaricare un dispositivo a pod anche in viaggio.

Le cartucce precaricate sono più comode, quelle da riempire più flessibili

Le più semplici sono le cartucce precaricate: si agganciano al dispositivo con un clic e, sull’ELFA Pro, una finestrella trasparente mostra quanto liquido resta. Se verso la fine il vapore ha un leggero sapore di bruciato, la cartuccia è vuota e va sostituita. Lo svantaggio: aroma e intensità della nicotina sono prestabiliti.

Chi vuole scegliere il proprio liquido può optare per gli Elfbar Pods vuoti, compatibili con i dispositivi ELFA come l’ELFA Pro. Contengono 2 millilitri e hanno una resistenza integrata pensata per lo svapo di guancia: si aspira il vapore prima in bocca e poi lo si inala, come con la maggior parte delle vape usa e getta. Le cartucce si riempiono di lato attraverso un tappo in silicone, e grazie al corpo trasparente si vede quando è il momento di aggiungere liquido. In commercio si trovano in confezioni da due.

Con le cartucce vuote non si dipende più dall’offerta di un produttore. Si può usare qualsiasi liquido adatto ai dispositivi per lo svapo di guancia, con sali di nicotina o nicotina tradizionale, con una concentrazione più bassa o del tutto senza nicotina.

Nell’UE i flaconi di ricarica con liquido contenente nicotina possono contenere al massimo 10 millilitri: un flacone basta quindi per un massimo di cinque riempimenti. Riempire la cartuccia richiede però un po’ di pratica, ed è consigliabile rabboccare per tempo, prima che la resistenza giri a secco. Anche una cartuccia da riempire non dura per sempre: se il gusto cala nonostante il liquido fresco, la resistenza è esaurita e la cartuccia va sostituita.

I dispositivi esausti non vanno nell’indifferenziata

Anche con un sistema a pod si producono rifiuti, soprattutto cartucce esaurite. La batteria invece resta in uso finché, dopo molti cicli di ricarica, non perde capacità. Nel tempo un’unica batteria ricaricabile sostituisce così molte vape usa e getta, ciascuna con la propria batteria.

Quando il dispositivo è giunto a fine vita, diventa un RAEE, cioè un rifiuto elettronico. In Italia i centri di raccolta comunali ritirano gratuitamente le apparecchiature elettriche dismesse, e sul territorio nazionale ce ne sono oltre 4.000. Lo stesso vale per le vecchie vape usa e getta dimenticate in un cassetto. Dove si trova il centro di raccolta più vicino e quali sono gli orari lo indica il sito del proprio Comune.

Mucchio di pile usate di varie dimensioni in un impianto di riciclo
Negli impianti di riciclo pile e batterie raccolte vengono smistate per recuperare i metalli che contengono.

In negozio la restituzione non è possibile ovunque. Chi acquista un dispositivo nuovo equivalente può lasciare quello vecchio al rivenditore. Senza un nuovo acquisto, invece, sono obbligati a ritirare gratuitamente i piccoli apparecchi sotto i 25 centimetri solo i negozi con almeno 400 metri quadrati di superficie di vendita dedicata all’elettronica. Per i negozi più piccoli il servizio è facoltativo, quindi prima di andare in tabaccheria conviene chiedere.

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