L’associazione ArchLife – Architetti per la città accoglie con viva soddisfazione l’inserimento nel Prezzario regionale dei Lavori pubblici delle voci relative alla raccolta e al conferimento della cenere vulcanica.
Un passaggio che l’associazione di Giarre considera importante per superare la logica dell’emergenza e dotare i Comuni di strumenti economici e amministrativi certi per affrontare un fenomeno che interessa ormai con sempre maggiore frequenza i territori etnei.

“È un primo vero cambio di passo nella direzione che avevamo indicato”. Lo afferma il presidente di ArchLife, Salvo Patanè, ricordando come l’associazione avesse posto il tema già due anni fa, dopo i fenomeni eruttivi dell’agosto 2024, con una Pec indirizzata al presidente della Regione Renato Schifani, al sindaco metropolitano di Catania Enrico Trantino e ai sindaci dei Comuni della provincia.
In quella circostanza ArchLife aveva chiesto non soltanto una disciplina economica per la raccolta e lo smaltimento della cenere vulcanica, ma anche l’inserimento delle relative voci di spesa nel Prezzario regionale delle Opere pubbliche, un ristoro per i cittadini gravati dai costi e l’istituzione di un fondo regionale di rotazione a disposizione dei Comuni interessati.
“Il nostro obiettivo – spiega Patanè – era fare in modo che la cenere vulcanica uscisse definitivamente dal perimetro dell’emergenza nel quale è stata lasciata per troppo tempo e venisse considerata per quello che è: un fenomeno con il quale i territori devono imparare a convivere, attraverso procedure ordinarie e una precisa disciplina di misura, contabilità e spesa”.
Il percorso ha conosciuto diversi passaggi, da un primo confronto con l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò, all’interrogazione parlamentare e alle successive sollecitazioni dell’associazione, fino all’ultimo confronto che ha preceduto l’inserimento delle nuove voci nel Prezzario.
Determinante, in questa fase, anche la condivisione dell’iniziativa da parte dell’amministrazione comunale di Mascali attraverso il vicesindaco Alberto Cardillo. “La possibilità per le amministrazioni comunali di programmare gli interventi su basi economiche certe, rappresenta una vera rivoluzione copernicana – sottolinea il presidente di ArchLife – È un risultato che, grazie all’auspicato intervento dell’assessore Aricò, può consentire di affrontare il problema con maggiore efficacia e che apre anche la strada alla possibile istituzione di un fondo di rotazione regionale dedicato”.
Per ArchLife, la gestione della cenere non dovrebbe limitarsi alla raccolta e allo smaltimento. Esiste infatti una prospettiva ulteriore, confermata dallo stesso Assessore Aricò, legata alla possibilità di trasformare questo materiale in una risorsa all’interno della filiera edile, attraverso il trattamento, il recupero e il successivo riutilizzo.
“Dobbiamo avere la capacità di guardare oltre l’emergenza – conclude Salvo Patanè –. La possibilità di recuperare e riutilizzare la cenere vulcanica nella filiera delle costruzioni merita un approfondimento serio. Potrebbe rappresentare un’opportunità per trasformare quello che oggi consideriamo un problema in una risorsa e arrivare persino a costruire un modello di edilizia ecosostenibile legato alla nostra Isola. Sarebbe un ulteriore e significativo cambio di paradigma”.







