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Cenere vulcanica: le proposte di ArchLife diventano interrogazione parlamentare

Cenere vulcanica: le proposte di ArchLife diventano interrogazione parlamentare

Un’interrogazione sulla gestione della cenere vulcanica è stata presentata all’Ars al Presidente della Regione, agli Assessori regionali agli EE.LL e all’Energia prendendo spunto da una una lettera proposta scritta al governatore Schifani dal presidente dell’Associazione di architetti Archlife, arch. Salvo Patanè.

Primo firmatario dell’interrogazione, il Sindaco di Militello in Val di Catania, on. Giovanni Burtone. Altri firmatari sono i deputati all’Ars Michele Catanzaro, Valentina Chinnici, Antonino Cracolici, Emanuele Dipasquale, Mario Giambona, Calogero Leanza, Dario Safina, Ersilia Saverino, Tiziano Spada, Sebastiano Venezia.

Nella lettera Patanè aveva espresso il disappunto delle popolazioni etnee gravate da un fenomeno naturale, ciclico e documentabile, come l’emissione di ceneri e lapilli nei territori circostanti e aveva, quindi, formulato alcune proposte al presidente Schifani, a partire dall’introduzione all’interno del Prezzario regionale di una voce d’elenco che preveda negli spazi pubblici la pulizia, la raccolta con appositi mezzi meccanici di ceneri e lapilli emessi a seguito di fenomeni eruttivi verificati dagli Istituti competenti.

“Ciò – spiega – consentirebbe di uniformare con prontezza, preventivi, modalità di misurazione e di contabilizzazione in tutti i Comuni di volta in volta interessati dal fenomeno eruttivo. Metterebbe al riparo amministratori e amministrati da deprecabili ma possibili fattori speculativi con oneri e servizi disciplinati e dettagliati, al pari di ogni intervento pubblico effettuato nel territorio della Regione siciliana”.

ArchLife ha altresì chiesto l’introduzione di un congruo fondo di rotazione regionale a cui accedere con documentata istanza da parte degli Enti locali interessati dal fenomeno. “Ciò eviterebbe – ha spiegato Patanè – il ricorso a ordinanze contingibili ed urgenti a tutela della salute pubblica e le conseguenti manovre di riequilibrio dei bilanci, anticamera di dissesti sui quali misuriamo oggi la forbice tra ciò che desideriamo siano le nostre Città, e ciò che invece sono diventate”.

Chiesta infine l’introduzione di meccanismi economici compensativi per i privati costretti a ripulire a proprie spese tetti, terrazze, cortili, pannelli fotovoltaici e a respirare per settimane polveri sottili sui cui devastanti effetti, c’è un’ampia letteratura.

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