Francavilla: storica svolta al Carnevale, organizzato anche dalla parrocchia locale. Don Gerry dal palco ai giovani: «Vi voglio bene, sono con voi» -
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Francavilla: storica svolta al Carnevale, organizzato anche dalla parrocchia locale. Don Gerry dal palco ai giovani: «Vi voglio bene, sono con voi»

Francavilla: storica svolta al Carnevale, organizzato anche dalla parrocchia locale. Don Gerry dal palco ai giovani: «Vi voglio bene, sono con voi»

Vento impetuoso, pioggia battente e persino grandine.

Nulla è mancato al Carnevale di Francavilla: ogni forma di maltempo ha fatto sentire la propria presenza, mettendo a dura prova sia gli organizzatori che i partecipanti, rendendo questa edizione particolarmente difficile e, per certi versi, indimenticabile.

Tuttavia, a parte i problemi climatici, il carnevale della cittadina dell’Alcantara si è distinto quest’anno come un evento davvero straordinario, grazie soprattutto alla collaborazione della chiesa locale nell’ambito organizzativo.

La partecipazione attiva della parrocchia ha rappresentato un elemento importante per garantire e preservare una delle celebrazioni di maggior rilievo per la comunità, che altrimenti sarebbe potuta venire meno.

Lo stato di crisi finanziaria in cui si trova il comune di Francavilla (in dissesto dal 1° dicembre scorso), insieme alle complicate esigenze organizzative della manifestazione, rischiavano infatti di compromettere il carnevale, ma questo pericolo è stato evitato.

Questo aspetto innovativo ha segnato una svolta rispetto alle passate edizioni, creando un nuovo equilibrio tra tradizione e novità.

Un cambiamento, è opportuno sottolinearlo, che non modifica la natura dell’evento, né trasforma i suoi elementi distintivi che costituiscono l’essenza unica, il DNA del carnevale francavillese, che pertanto mantiene il suo carattere laico.

Da sempre, infatti, la kermesse si distingue dagli altri carnevali per la presenza di elementi molto caratteristici, come un forte senso di trasgressione innocua, simbolismi legati ad entrambi i sessi, l’impiego di doppi sensi e uno stile semplice che predilige l’autenticità rispetto agli sfarzi.

Oggi, i veri scandali che destano preoccupazione e sgomentano le comunità a livello globale sono ben diversi da quelli che possono essere associati al carnevale, per quanto questo possa apparire provocatorio e dissoluto.

Proprio la genuinità, la spontaneità e l’energia che animano questa festa sono la vera forza dell’evento, che da oltre 150 anni rappresenta un appuntamento irrinunciabile per tutta la comunità.

Il rinnovamento organizzativo vissuto dal carnevale francavillese ha trovato il suo cuore nell’impegno di don Gerry Currò, parroco del paese, che si è assunto il difficile compito di unire persone di diverse età attorno a un obiettivo comune e condiviso: rafforzare la coesione tra le persone, valorizzando sia le tradizioni che il senso di appartenenza, e stimolando allo stesso tempo la collaborazione attiva e la partecipazione collettiva.

In questo nuovo contesto, la parrocchia è diventata un punto di riferimento importante dal punto di vista sociale, offrendo credibilità, autorevolezza e un sostegno concreto.

La partecipazione sia dei ragazzi che degli adulti ha promosso un dialogo costruttivo e promettente, trasformando il Carnevale in un’occasione non solo festiva, ma anche di confronto e condivisione, dove passato e presente, antico e moderno possono trovare uno spazio comune di espressione.

In questo modo, il Carnevale ha dimostrato di saper rinnovare sé stesso, restando fedele alle proprie radici ma aprendosi a nuovi modi di essere vissuto e pensato.

«Nonostante le difficoltà economiche e le condizioni meteorologiche avverse, siamo qui oggi a gioire – ha dichiarato don Gerry dal palco -; questi ragazzi, temerari, presenti su questi carri, hanno dedicato tempo e impegno, lavorando giorno e notte con sacrificio e generosità per mantenere viva la tradizione del nostro carnevale. Non lasciatevi confondere da commenti superficiali o immagini che sminuiscono il valore di chi si impegna concretamente. È fondamentale agire sempre, e abbiamo il compito di sostenere i nostri giovani, incoraggiandoli e mostrando loro vicinanza. Vi vogliamo bene, vi voglio bene, altrimenti non sarei qui e non avrei deciso di collaborare».

«Non vi sembra strano e scandaloso che il parroco organizzi il carnevale insieme ai giovani del paese?», ha continuato, ricordando che nel Medioevo era proprio il clero a promuovere il carnevale attraverso la “Festa dei Folli”, tradizionalmente tenuta nei primi giorni di gennaio, «anche i sacerdoti indossavano maschere provocatorie e si dedicavano a canti, satire e festeggiamenti».

«Durante la Festa, i personaggi più influenti del Regno erano oggetto di scherzi: così nacquero le satire, denominate a Francavilla “farse“, che prendevano di mira chiunque, re e governatori di un tempo, fino ai Papi, vescovi e, oggi, politici. Nessuno può sottrarsi a questi scherzi; persino a me hanno dedicato una canzone e un carro, cosa di cui sono onorato, perché significa che mi vogliono bene. A Carnevale, infatti, ogni scherzo vale».

Ha esortato i giovani a comportarsi responsabilmente, sottolineando che nella vita ci sono momenti dedicati al lavoro, alla fatica, alla sofferenza e anche alla gioia. «Cercare l’allegria non deve essere considerato un modo per sfuggire alla realtà, ma piuttosto una necessità che rafforza lo spirito», ha affermato riferendosi alle parole di Papa Ratzinger.

Per l’edizione di quest’anno, l’organizzazione del Carnevale ha visto il coinvolgimento, oltre che della parrocchia già menzionata, dell’Amministrazione comunale, dell’Associazione “Vigghia”, della “Consulta Giovanile”, della Pro Loco, della sezione francavillese della Fidapa, dell’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini”, dell’A.S.D. Città di Francavilla, dell’Associazione giovanile “Jonica-AlcantaraChe” e della comunità “Settevoci”.

Il carnevale, iniziato il 14 febbraio con “Il Paese dei Balocchi”, evento dedicato ai bambini in maschera presso la tensostruttura “V. Leanza”, si è svolto in due fasi a causa del maltempo.

Gli appuntamenti previsti per la sera di domenica 17, sfilata dei carri e veglione, sono stati annullati.

Tuttavia, tali attività sono state successivamente riprogrammate nel corso del Martedì Grasso, durante il quale si è tenuta una grande parata di carri e gruppi mascherati, nonostante le condizioni climatiche ancora sfavorevoli caratterizzate da pioggia e temperature rigide, che hanno limitato la partecipazione del pubblico.

Sotto il palco allestito in via Vittorio Emanuele, tutte le macchine allegoriche hanno sfilato ordinatamente, offrendo uno spettacolo dinamico che ha catturato l’attenzione dei presenti.

La serata è stata condotta con professionalità da Giusy Pugliatti, che ha presentato la sequenza dei carri, tutti realizzati con elevati standard qualitativi, accompagnati da centinaia figuranti, preparati con attenzione in ogni dettaglio, contribuendo così a uno degli eventi di maggior rilievo del Carnevale francavillese.

Il Bosco Incantato” ha inaugurato la sfilata, distinguendosi per l’elevato livello di cura nei particolari e la presenza di numerose maschere con costumi elaborati, dando vita a una esplosione di colori.

Il carro ha rappresentato un ambiente ispirato alla fantasia, dove elementi naturali come cervi, ricci, coccinelle, farfalle e altre figure sono stati suggestivamente raffigurati. L’ambientazione proposta ha suscitato nei partecipanti la percezione di essere immersi in uno scenario fuori dal tempo, valorizzando il tema dell’incanto e dello stupore.

Particolarmente apprezzato dal pubblico, il carro “Il Circo Horror” ha offerto agli spettatori un vero e proprio viaggio sensoriale in cui la tensione e la meraviglia si sono intrecciate. L’atmosfera, ricca di luci suggestive e ombre inquietanti, ha saputo trasportare i presenti in un mondo dove le paure più nascoste prendevano forma concreta, trasformando la tradizionale allegria carnevalesca in un’esperienza dal fascino misterioso e coinvolgente.

L’ambientazione curata nei dettagli e la presenza scenica dei figuranti hanno contribuito a rendere il carro uno dei momenti più attesi della manifestazione, capace di alternare brividi e stupore con grande efficacia.

Un momento particolarmente intenso si è vissuto quando dal carro è stato ricordato con forza e affetto Salvatore Scirto, un giovane recentemente scomparso che era parte fondamentale del gruppo. Si è gridato “Mas…! Mas…! Mas…!” (abbreviazione di Masino, il suo soprannome), “ … perché certi amici non smettono di far parte dello spettacolo … cambiano solo posto, ma restano nel cuore“.

Le tradizionali farse comiche hanno avuto un ruolo centrale, tra cui “Piano di Riequilibrio”, messa in scena dal gruppo “I soliti scunchiuduti”, che ha ironizzato sugli ultimi eventi economico-finanziari del Comune (Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, bocciato dalla Corte dei conti); Ciccino Sciacca, tornato a partecipare dopo un periodo di assenza dal carnevale, ha interpretato la figura di un parroco indossando la fascia tricolore tipica dell’autorità comunale, identificabile con ogni probabilità in don Gerry-“Sindaco”.

E poi “Si salvi chi può”, una satira sulla situazione politica locale, “… la barca sta affondando … cu pigghia potti e cu pigghia finestri”: il sindaco viene raffigurato costretto a letto e dotato di dispositivi sanitari, tra cui un pannolone e una flebo collegata all’acquedotto di Bragaseggi. Nel corso della scena, un commissario interviene con una calcolatrice particolare per evidenziare l’importanza dei dati numerici (dichiarazione di dissesto finanziario del comune).

Il tradizionale “Carro della Cianciuta” non ha preso parte alla parata del Martedì Grasso per ragioni esclusivamente logistiche, in quanto la preparazione non è stata possibile nei tempi previsti a causa della condivisione della struttura con il carro “Si salvi chi può”.

La pantomima, molto attesa dal pubblico, è apparsa sulla scena nella seconda e ultima sfilata di venerdì 20 febbraio. I principali protagonisti del carro sono stati Giuseppe D’Aprile, noto come “u’ merru”, Giuseppe Campo, entrambi nei panni di vedove inconsolabili dal carattere vivace, e Franco Puglisi, quest’ultimo interpretando il ruolo del Carnevale defunto in uno stile tipico “francavigghiotu”.

Alla parata ha partecipato anche il mini-carro del gruppo “Movimento antincendio indipendente Alcantara” (M.A.I.A.), già presente l’anno precedente, con una rappresentazione simbolica volta a richiamare l’attenzione sui temi ambientali. L’iniziativa ha inteso sensibilizzare il pubblico sull’utilizzo eccessivo di pesticidi, diserbanti e OGM in agricoltura, ponendo l’accento sulle possibili conseguenze sul territorio.

Al termine dell’evento si è svolta la cerimonia di premiazione, durante la quale il carro “Il Bosco Incantato” ha ottenuto il “Trofeo Vainasu”. Il riconoscimento per la migliore maschera maschile è stato conferito a Carmelo Orlando (targa in memoria di Salvatore Scirto, offerta dall’Associazione Vigghia), mentre il premio alla maschera più rappresentativa è stato assegnato a Trisha Sgarlata (targa donata dalla Fidapa sezione Francavilla).

Ulteriori premi sono stati attribuiti al “Carro della Cianciuta” (targa dell’ASD Francavilla) e alla farsa ritenuta più meritevole, ovvero “1° Premio chiacchiaretta” conferito dalla Pro Loco e dedicato alla memoria di Vincenzino Caltabiano, storico animatore recentemente scomparso. Tale premio è stato assegnato a “Gli sposini”, interpretati da Simone Cardile e Mattia Materia.

Nonostante l’entusiasmo che lo anima e una tradizione ancora molto sentita, l’evento continua però a presentare importanti difficoltà organizzative. Il Carnevale ha evidenziato soprattutto la mancanza sia di una regia centrale sia di una direzione artistica definita, elementi fondamentali per garantire qualità e coerenza all’intera manifestazione.

Altro punto critico è la gestione degli orari di partenza delle sfilate, che ha reso difficile coordinare i diversi gruppi e carri allegorici. La mancanza di precisione nella tempistica ha causato problemi sia ai partecipanti che al pubblico.

Un’altra questione irrisolta è la scarsa affluenza ai veglioni danzanti, considerati l’elemento principale del carnevale alcantarino, che ancora non riescono ad attirare abbastanza persone, mettendo così a rischio il successo completo delle serate festive.

La 156ª edizione del Gran Carnevale Francavillese va dunque in soffitta, ma sarà probabilmente ricordata come la più atipica di sempre.

Luigi Lo Presti

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