Francavilla, fontana della Conceria e “cassu mulinu”: resta solo il ricordo. La stradella fuori dal tempo -
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Francavilla, fontana della Conceria e “cassu mulinu”: resta solo il ricordo. La stradella fuori dal tempo

Francavilla, fontana della Conceria e “cassu mulinu”: resta solo il ricordo. La stradella fuori dal tempo

Nella cittadina dell’Alcantara esiste una stradina poco conosciuta e lontana dal traffico, che conserva un’atmosfera di quiete rara, ben diversa dalle arterie più frequentate del paese.

La trasformazione di Francavilla

Fu realizzata intorno alla metà degli anni Settanta, nel periodo ricordato come “gli anni della rinascita”, durante l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Puglisi, per offrire al paese una nuova passeggiata.

Allora, grazie a importanti finanziamenti statali, Francavilla fu interessata da lavori diffusi e si trasformò in un grande cantiere a cielo aperto.

Gli interventi riguardarono soprattutto la viabilità (nuove strade e adeguamenti), la riqualificazione dei quartieri, l’edilizia scolastica, i servizi per l’infanzia (asilo nido e scuola materna), l’edilizia popolare, gli impianti sportivi e l’acquisto di mezzi e attrezzature per gli uffici comunali.

Il torrente Conceria: tra storia, fontana e mulino

Tra i provvedimenti più importanti vi fu la copertura del torrente Conceria, una cavità naturale nel cuore del paese, con la contestuale realizzazione del mercato coperto.

Il torrente Conceria passava sotto Piazza Annunziata: raccoglieva le acque piovane e parte degli scarichi fognari, per poi confluire in una galleria che sboccava nel dirupo, tra sterpaglie e canneti.

La zona era conosciuta come “u’ cassu mulinu” per la presenza di un mulino ad acqua, in origine appartenente al nobile Casato dei Ruffo, Visconti di Francavilla.

L’accesso era possibile da tre punti: via Visconte Ruffo, via Umberto, tramite una gradinata ripida, e Piazza Annunziata, da cui si passava attraverso un breve tunnel sotterraneo con una scalinata in pietra lavica.

In fondo al vallone si apriva un ampio spazio, poco salubre ma di forte impatto e grande suggestione. Non lontano dal mulino sorgeva l’antica fontana della “Conceria”, in arenaria, forse legata a un impianto per la lavorazione delle pelli.

Secondo una leggenda, vi avrebbe bevuto l’imperatore Carlo V d’Asburgo, di passaggio a Francavilla al ritorno dalla spedizione in Tunisia.

Un’opera purtroppo andata perduta durante i lavori di canalizzazione del torrente.

Secondo alcune testimonianze, frammenti del manufatto sarebbero conservati a Palazzo Cagnone; da qui l’ipotesi di una ricomposizione parziale, con il supporto di elementi grafici o strumenti virtuali. Finora, però, nessuna amministrazione ha promosso un intervento di questo tipo, che permetterebbe di recuperare almeno in parte la memoria del monumento.

Il mercato, nato per la vendita delle merci, non entrò mai in funzione e venne in seguito utilizzato come magazzino e palestra comunale. La parte superiore dell’edificio ospita oggi il parcheggio di Piazza Matteotti e un’area pedonale.

In conclusione, l’intervento sul torrente Conceria risanò l’area e migliorò sensibilmente la viabilità del centro, creando una bretella di collegamento (la futura via dei Mulini) tra Piazza Annunziata e l’ingresso del paese sulla statale 185 di Sella Mandrazzi.

Va anche ricordato che, all’epoca, l’interramento di “u’ cassu mulinu” non fu condiviso da tutti i francavillesi, sia per ragioni storiche e identitarie sia, più semplicemente, per l’affetto verso un luogo legato ai ricordi dell’infanzia.

Da ragazzi si andava laggiù per giocare ed esplorare; si raccoglievano anche i “cannizzoli” per costruire cerbottane artigianali con cui lanciare i semi dei “middicucchi”, le bacche nere e tonde del bagolaro.

Oggi si sceglierebbe probabilmente una soluzione ingegneristica meno invasiva, come un ponte sospeso, capace di preservare ciò che si trova al di sotto e i manufatti antichi, rendendo il sito più accessibile ai visitatori.

La stradina che resiste al tempo e al traffico

Torniamo alla nostra stradella: l’ingresso al di sotto del livello stradale, il verde e il silenzio le conferiscono un’aria fuori dal tempo; quasi un’oasi sfuggita alla frenesia di tutti i giorni.

Si raggiunge tramite una breve discesa dal percorso di via Umberto, nei pressi del deposito dei mezzi comunali. Una volta imboccata, il paesaggio cambia: non ci sono nuove costruzioni (per fortuna), ma solo piccoli appezzamenti, vegetazione rigogliosa e ritmi più lenti.

Un angolo discreto, ideale per una camminata tranquilla o una pausa dal via vai quotidiano; essendo però fuori mano, è poco frequentato, salvo dai proprietari dei terreni.

Con qualche piccolo lampione sarebbe uno spazio delizioso, perfetto per passeggiare nelle calde sere d’estate.

Il percorso costeggia zone alberate e regala scorci suggestivi sull’ex convento dei frati Carmelitani, sulla Chiesa della Madonna del Carmine e sui campanili della SS. Annunziata. Corre quasi parallelo alla moderna e trafficata via dei Mulini, nella quale sbocca dopo circa 200 metri, all’altezza di una curva.

Forse servirebbe una manutenzione più curata del verde; al tempo stesso, però, si teme che troppa “attenzione” finisca per rovinare il luogo, attirando chi sporca, come già accaduto altrove.

Curiosamente, anche questa stradina è indicata come via dei Mulini (come riporta Google Maps), un’anomalia per un paese così piccolo.

Tra memoria e identità

In definitiva, è meglio lasciarla com’è: conservarla come testimonianza di un tempo e, magari, darle un nuovo nome, come via della Fontana Conceria o, più romanticamente, dedicarla all’indimenticabile “u’ cassu mulinu”.

Luigi Lo Presti

Le immagini della Fontana della “Conceria” e “cassu mulinu” sono state gentilmente concesse dal signor Armando Belfiore

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