Il deputato regionale del gruppo Mpa–Grande Sicilia, Santo Primavera, ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente con risposta scritta in merito ad interventi relativi ai gravi eventi meteomarini che hanno colpito la Sicilia, in particolare la fascia orientale dell’Isola, tra il 19 e il 20 gennaio scorsi, a seguito del passaggio del ciclone mediterraneo denominato “Harry”.
Un passaggio centrale riguarda controlli immediati sugli affidamenti in somma urgenza di tutti i Comuni interessati.
«La ricostruzione – afferma Primavera – dovrà avvenire nella massima trasparenza. È indispensabile un’azione congiunta con il Governo nazionale, le forze di polizia giudiziaria e l’Autorità nazionale anticorruzione per scongiurare ogni rischio di infiltrazione criminale ed affaristica negli affidamenti diretti e negli appalti pubblici dei Comuni e dei privati».
«Siamo di fronte a fenomeni che non possono più essere trattati come emergenze isolate ed eccezionali», sottolinea Primavera.
«I danni registrati da Siracusa a Messina, passando per Catania, Acireale, Riposto, Mascali, Fiumefreddo, Taormina, Santa Teresa di Riva e numerosi altri centri rivieraschi, dimostrano la fragilità strutturale delle nostre coste e l’urgenza di un cambio di passo nelle politiche infrastrutturali».
Con l’interrogazione, rivolta al Presidente della Regione e agli assessori competenti, l’on. Primavera richiama la necessità nel prevedere interventi governativi strutturali e di lungo periodo in deroga eccezionalmente alle procedure amministrative ordinarie che rallenterebbero di molto la realizzazione delle opere strategiche di viabilità costiera.
«Non bastano più soluzioni tampone. Serve un Piano regionale delle coste, con risorse adeguate, opere di difesa e ripascimento, e l’obbligo dell’aggiornamento dei Piani di Protezione Civile dei comuni rivieraschi alla luce di scenari climatici ormai profondamente mutati» evidenzia il deputato Mpa–Grande Sicilia.
Nel testo dell’interrogazione viene inoltre chiesto alla Regione Siciliana di attivarsi presso la Commissione europea, coordinandosi anche con Calabria e Sardegna, per ottenere la proroga al 2026 del regolamento comunitario “Restore”, già utilizzato nel 2025 per fronteggiare altre calamità, consentendo così l’impiego anche di fondi FESR e FSE+ nella ricostruzione post-evento e nel sostegno immediato ai privati e alle tante attività imprenditoriali turistico-ricettive e della ristorazione colpite.








