Piano viario inadeguato con i due accessi di Trepunti e Santa Maria la Strada che risentono dell’enorme carico di veicoli provenienti dai paesi della cintura jonica etnea. Nei pressi della barriera autostradale, porta sud della città, permangono le criticità a ridosso della rotatoria. L’amministrazione non ha ancora sbloccato l’impasse procedurale per raggiungere un obiettivo intermedio: collegare l’esistente bretella con la via Mameli, ad esclusione dei mezzi pesanti, nell’intento di alleggerire i flussi veicolari che soffocano il centro abitato di Trepunti, con la via Luminaria teatro, nelle ore di punta, di congestionamenti del traffico, con immediate refluenze sull’intero sistema di viabilità che si regge sull’asse vario portante: la Statale 114 che attraversa la città.
Da lungo tempo si dibatte sulla opportunità di rimodulare quel piano viario che necessita di interventi strutturali. Sullo sfondo la mancata rimodulazione della segnaletica stradale e, soprattutto, la carenza di agenti di polizia locale. Ma ad incidere c’è anche l’indisciplina di una moltitudine di automobilisti. Basta osservare piazza Alessi per rendersi conto degli effetti derivanti dall’anarchia urbana. Auto parcheggiate a ridosso di incroci e in doppia fila.
Su via Pirandello, nel tratto iniziale tra via Callipoli e l’incrocio con via Aquino, si registra il blocco delle auto quando transitano, in senso inverso, i bus urbani. Criticità anche per i parcheggi in doppia fila tra via Pirandello e via Callipoli, a ridosso dell’incrocio. Proprio in via Callipoli, in corrispondenza degli impianti semaforici, le auto vengono lasciate in sosta persino sulle corsie delimitate dalla segnaletica orizzontale, non consentendo di avere una visuale libera in uno degli incroci strategici della città e teatro di innumerevoli incidenti stradali. Via Callipoli, piazza Duomo sono aree ad alta densità veicolare.
E la presenza dei vigili si verifica di rado. L’amministrazione Cantarella sul tema è anche intervenuta con una direttiva interna, un atto di indirizzo che, a giudicare dai risultati, continua ad essere ignorato. La necessità di mettere in atto un nuovo piano viario appare imprescindibile a fronte di un immobilismo tangibile in tema di mobilità. L’ultimo intervento sul piano viario risale agli anni ’90, con l’amministrazione guidata da Giuseppe Toscano. Da allora neppure una inversione di senso unico. A completare il quadro c’è poi l’accesso nord. In via Ruggero Primo a qualunque ora del giorno si registrano incolonnamenti di auto.







