Assoluzioni e rideterminazione di pena. Giro di boa per il processo Kallipolis. Stamane è stata emessa la sentenza di secondo grado dinanzi alla Corte d’Appello seconda sezione, presieduta da Riccardo Pivetti. Al promotore del gruppo criminale legato alla famiglia Brunetto, il giarrese Carmelo Olivieri, è stata inflitta la pena finale di 14 anni. OIivieri è stato però assolto dal reato di rapina e comunque condannato per associazione mafiosa.
Luca Zappalà e Giuseppe Calandrino, sono stati entrambi assolti per una rapina a loro contestata, con rideterminazione della pena finale rispettivamente in 12 anni e 6 mesi e 12 anni e 4 mesi. Pene rideterminate per Alfio Di Grazia e Vito Fazio: 7 anni di reclusione, mentre per Valerio Di Stefano e Paolo Marino, è stata riconosciuta l’assenza di querela, pertanto non si è potuto procedere nei loro confronti.
Riguardo la posizione di Luciano Liuzzo, è stata dichiarata la prescrizione del reato contestato, mentre Leonardo Fresta è stato condannato a 9 anni di reclusione per l’associazione mafiosa.
Assolto dall’accusa di associazione mafiosa Francesco Pace, per insufficienza di prove. L’avvocato Antonino Salvo, difensore di Francesco Pace e l’avvocato Massimo Monastra esprimono la propria soddisfazione per l’esito positivo del procedimeto per i propri assistiti”.
Si è detto “parzialmente soddisfatto dall’esito del giudizio di appello l’avv. Salvo Sorbello che assiste Olivieri. “In primo grado avevo già ottenuto l’assoluzione per 2 capi di imputazione ma, con una condanna a 21 anni di reclusione; con la sentenza in appello, invece, ho ottenuto una nuova assoluzione ma questa volta per il reato più grave di cui era stato accusato Olivieri ed ottenendo una importante riduzione di pena a 14 anni. Attendo, a questo punto, di leggere la motivazione per comprendere meglio come procedere per il successivo grado di giudizio che sarà il ricorso per cassazione”.
L’avv. Lucia Spicuzza, difensore di Luca Zappalà, ritiene che “la Corte d’Appello abbia fatto un ulteriore passo in avanti, riconoscendo l’assoluzione dal reato di rapina di cui era accusato Zappalà. Nonostante l’importante riduzione di pena: dagli originali 18 anni a 12 anni e 6 mesi, ritengo che vi siano dei margini perché Zappalà possa ottenere la definitiva assoluzione”.







