Alla vigilia di un altro confronto con i funzionari del Viminale, è corsa contro il tempo dell’amministrazione Cantarella per adempiere alle prescrizioni in materia finanziaria. Il ministero dell’Interno, appena pochi giorni fa, è tornato a scrivere, puntualizzando alcune gravi carenze. A cominciare da quel “modello F” dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato che – si apprende – non risulta conforme al modello attualmente vigente, ovvero quello adottato dal 2016, rimarcando la mancata compilazione di alcuni quadri di detto modello. E in particolare – conferma il consulente finanziario Letterio Lipari – i quadri relativi alle entrate e spese non ricorrenti, il quadro delle risorse destinate al risanamento finanziario, ed il quadro relativo all’indebitamento dell’Ente.
A due anni dalla presentazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, infatti, non era stato ancora dato riscontro a specifiche richieste. Considerato che sono già trascorsi quattro dei cinque anni in cui doveva concludersi il risanamento finanziario, il Ministero, si apprende, ha chiesto all’ente comunale di fornire i dati su quanto avvenuto. “Dal 2021 il canone unico patrimoniale – rimarca l’assessore al Bilancio Antonella Santonoceto – avrebbe dovuto sostituire la tassa per l’occupazione suolo pubblico e l’imposta sulla pubblicità. Le proposte deliberativa proposte nella precedente consiliatura non sono state adottate. Adesso verranno riproposte al Consiglio Comunale per dare riscontro a specifica richiesta del Ministero”. Sempre nell’ambito del recupero delle entrate patrimoniali, il Ministero ha chiesto di conoscere gli atti adottati per adeguare i fitti attivi, e gli atti adottati per ridurre i fitti passivi. In questo quadro occorre fornire anche quanto realizzato con i piani di vendita del patrimonio adottati negli anni precedenti.
Nella nota inviata nei giorni scorsi al Comune, il ministero ha poi sollecitato chiarimenti dettagliati circa i provvedimenti con i quali sono stati aggiornati gli inventari dei beni dell’Ente per il compreso tra gli anni 2018 e 2021. “Attualmente – afferma il consulente finanziario Lipari – si stanno aggiornando detti inventari, trattandosi di adempimenti connessi con i consuntivi dei medesimi anni. Gli inventari tuttavia non risultano aggiornati dopo il 2015. Pertanto si stanno riscostruendo non solo i rendiconti degli anni 2018/2021, ma anche gli inventari degli anni 2016 e 2017”. Tra le richieste del Viminale, nell’ultima nota dei giorni scorsi, informazioni dettagliate sulle spese, chiedendo di “fornire gli importi effettivamente utilizzati negli anni 2018/2021.
Per le spese si chiedono in particolare documenti ed importi corrisposti agli organi istituzionali (sindaco, giunta, consiglio comunale)”. Per le entrate da permessi di costruire il Ministero ha chiesto, poi, di “conoscere quanto riscosso negli anni 2018/2021 e la destinazione di detti proventi. Inoltre chiede di sapere lo stato di definizione di nr. 1352 istanze pregresse di condono edilizio.
Infine sono state sollecitate copie dei provvedimenti di riduzione delle spese per servizio e per il funzionamento della macchina amministrativa comunale.
“Per il 6 ottobre prossimo – dichiara il sindaco Leo Cantarella – ho fissato una nuova riunione operativa in municipio con il consulente finanziario Lipari, il segretario e l’assessore alle Finanze, per fare il punto sulle prescrizioni, per poi programmare una seconda visita a Roma nella sede del Viminale”.








