Un’autoproclamazione peraltro smentita fulmineamente dall’assessorato regionale al territorio e ambiente che, dopo neanche 24 ore dalla pseudo autoproclamazione, ha nominato commissario del parco Lorenzo Ruisi.
Ma lo stesso assessorato regionale per un mese non si era accorto delle dimissioni dell’ultimo presidente del parco, l’avv. Giuseppe Arena. Poi, appena il comitato esecutivo del parco ha inviato all’assessorato regionale il verbale in cui deliberava che, in assenza del presidente, le funzioni sarebbero state svolte dal vice (il sindaco Intelisano) ecco la tempestiva nomina del commissario.
Una vicenda che ha suscitato le critiche dell’opposizione calatabianese che ha puntato il dito con il primo cittadino. «Non ho detto di essere presidente del parco – precisa Intelisano – un atto deliberativo del comitato esecutivo conferisce a me le funzioni di presidente in assenza del presidente che si era dimesso. Atto protocollato, pubblicato e inviato al presidente della regione e all’assessorato regionale territorio e ambiente. Non possiamo nominare un presidente del parco, non è nostra competenza se si vogliono spostare le virgole per dare un messaggio fuorviante non è così».
Chiusa la precisazione, per il resto Intelisano spiega: «Sono a disposizione del commissario, che non conosco e non ha alcuna colpa. Mi auguro che l’assessore regionale Cordaro, in futuro, abbia questa tempestività fulminea nel verificare quali sono le esigenze del parco. Immagino che un presidente si dimetta perché ci sono dei problemi piuttosto seri e immaginavo che, dopo un lungo periodo di commissariamento, di 15 anni, si continuasse con un altro presidente. L’importante è che si faccia il bene del parco e che si intervenga immediatamente sulla moria dei pesci».
Intelisano assicura collaborazione al commissario ma rivendica una centralità dei sindaci del parco. «Non può essere oggetto di una disputa politica – dice – il parco deve tornare nella gestione di chi conosce il territorio e chi meglio dei sindaci conosce il territorio? A me sta a cuore il funzionamento del parco, che abbia un modello organizzativo coerente, che diventi un’occasione e non un problema, un’opportunità di lavoro e per fare economica a beneficio di tutti i comuni e che il protagonista, il fiume Alcantara, sia maggiormente rispettato».
Intelisano riferisce che tante speranze erano state suscitate dalla nomina dell’avvocato Arena. Il parco attualmente ha una sola guardia parco. Il bilancio a stento arriva a coprire gli stipendi mentre i debiti ammontano a 120mila euro.
Secondo Intelisano lo statuto del parco potrebbe essere modificato e si potrebbe prevedere l’ingresso di altri comuni, il tutto per agevolare la gestione da parte di chi conosce il territorio.
Intelisano precisa di non avere mai preso un euro di rimborso spese. «Immagino – aggiunge – che un commissario produrrà delle spese; ma il parco è ridotto ai minimi termini: l’ultima volta che abbiamo convocato il comitato esecutivo sono dovuto uscire dall’ente parco per comprare una risma di carta e delle penne: questa è la situazione in cui versa l’ente parco! Voglio immaginare, convocando i colleghi sindaci, di verificare questa situazione: non voglio passare né per bugiardo, né per qualcuno che ha fatto un atto che non era nelle sue possibilità fare».







